Sanità marchigiana in crisi,
nasce il Tavolo del centrosinistra

ANCONA – Iniziativa congiunta delle forze alternative per analizzare le problematiche del settore e avanzare proposte. Nel mirino carenze di personale, ritardi nelle strutture territoriali e gestione delle risorse pubbliche

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Sanità nelle Marche, il centrosinistra avvia un Tavolo permanente: «Sistema in difficoltà, servono risposte concrete». Prende il via nelle Marche il Tavolo tecnico-politico-programmatico sulla sanità promosso dalle forze della coalizione di centrosinistra che hanno partecipato all’ultima tornata elettorale regionale. L’obiettivo è costruire un confronto stabile e aggiornato sulle criticità del Servizio sanitario regionale e arrivare a proposte condivise e sostenibili.

L’iniziativa nasce con l’intento di attivare un monitoraggio costante del sistema sanitario marchigiano, coinvolgendo operatori sociosanitari e rappresentanze sindacali in un dialogo continuo. Al centro del lavoro del Tavolo ci sarà l’analisi delle principali problematiche e la definizione di indirizzi comuni per la programmazione futura. L’avvio coincide con una fase particolarmente delicata per la sanità, sia a livello nazionale sia regionale. Tra gli episodi più gravi segnalati, quello relativo alla perdita di sacche di plasma smaltite come rifiuti per carenza di personale qualificato, definito «un fatto di estrema gravità». Un caso che riguarda una risorsa salvavita e frutto della donazione dei cittadini e che, secondo i promotori, evidenzia «in modo drammatico le criticità del sistema». Altro nodo evidenziato è quello degli ospedali di comunità, indicati come pilastro della riforma territoriale ma ancora segnati da ritardi e incertezze legate anche alle scadenze del Pnrr. Il rischio, secondo il documento, è che restino «più uno slogan che una risposta concreta ai bisogni di salute dei cittadini».

Nel testo si critica anche l’azione dell’attuale governo regionale, accusato di portare avanti «una narrazione rassicurante e distante dalla realtà» a fronte di difficoltà crescenti. Viene inoltre contestata la riduzione delle risorse destinate al sistema sanitario, con riferimento anche al taglio di 86 milioni di euro collegato alla riduzione temporanea delle accise sui carburanti, ritenuto «un segnale inequivocabile di disinteresse verso il sociale e la salute pubblica».

Per i promotori, il caso del plasma non rappresenta un episodio isolato ma «un segnale emblematico di un sistema che non è più in grado di garantire adeguatamente i livelli essenziali di assistenza». Da qui la necessità di «una presa di coscienza collettiva» da parte delle forze politiche che si propongono come alternativa. Il Tavolo si propone dunque di lavorare in modo continuativo affinché l’analisi si traduca in proposte operative, con l’obiettivo di garantire adeguati livelli di prevenzione e cura e di superare logiche esclusivamente elettorali. Al centro viene richiamato il diritto alla salute che «deve tornare ad essere il perno delle politiche pubbliche regionali e nazionali».

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