Spese per il trasporto pubblico locale ed eventi culturali, il confronto si è accesso questa mattina durante i lavori della VII Commissione consiliare di Ancona chiamata ad approvare la proposta di variazione al Bilancio di previsione 2026-2028. E’ stato il vicesindaco Giovanni Zinni ad illustrare i principali contenuti della manovra. La variazione ammonta a circa 3,6 milioni di euro e sarà seguita da un’ulteriore variazione prevista probabilmente già nel mese di luglio, ha annunciato. Per finanziare le maggiori spese correnti del 2026 sono state individuate diverse fonti, circa 2,5 milioni di euro derivanti dalla minore spesa per il rimborso dei mutui dopo la loro rinegoziazione con Cassa Depositi e Prestiti, 400 mila euro da maggiori entrate per sanzioni del Codice della strada, oltre 370 mila euro dall‘avanzo vincolato dell’imposta di soggiorno, 150 mila euro dall‘aumento dell’addizionale Irpef, somme provenienti dal fondo di riserva e ulteriori entrate diverse. Le risorse ottenute dalla rinegoziazione dei mutui, considerate non ricorrenti, sono state destinate a spese anch’esse non ricorrenti. Tra queste figurano il ripiano del disavanzo, il contributo alla finanza pubblica legato alla spending review, ma le spese si concentrano soprattutto su trasporto pubblico locale, manutenzioni ordinarie, protezione civile, mense scolastiche, asili nido, manutenzione del verde, servizi informatici e sulla imminente apertura delle spiagge di Palombina, Passetto e Portonovo in vista. dell’estate. Altrettanti interventi sono previsti per impianti sportivi e welfare.
Un’attenzione particolare è stata riservata a Cultura e Turismo, anche in vista della candidatura di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. Sono stati stanziati fondi per la riapertura della Pinacoteca, l’anfiteatro romano, la programmazione teatrale, eventi culturali, grandi eventi cittadini, marketing turistico, visite guidate, itinerari tematici e promozione della città. Sono stati inoltre inseriti anche contributi per gli affitti, richiesti da sindacati e associazioni di categoria, oltre a spese per il personale, pulizie scolastiche, rassegna stampa e altre necessità tecniche e contrattuali. Il vicesindaco Zinni ha definito questa variazione «utile e positiva per garantire il buon funzionamento dell’amministrazione e portare avanti il mandato di governo e invito i commissari a esprimere parere favorevole». Durante il dibattito, i consiglieri di opposizione hanno sllecitato chiarimenti soprattutto sulle spese per il trasporto pubblico locale e sugli eventi culturali.
Il consigliere Giacomo Petrelli (Pd), in particolare, insieme alla capogruppo dem Susanna Dini, ha domandato come fossero suddivisi i fondi per il Tpl, (350mila euro) se le risorse fossero sufficienti, come siano stati i 150mila euro del totale sul chilometraggio e quali iniziative specifiche fossero comprese nei quasi 500 mila euro destinati inoltre agli eventi culturali e turistici. Il confronto è diventato frizzante soprattutto sul tema del Tpl e sulla richiesta di dettagli più precisi sulle cifre. Zinni ha spiegato intanto che per gli eventi internazionali la situazione è resa incerta dall’aumento dei costi del carburante e dall’attesa di decisioni regionali e governative. «Per quello che riguarda il Tpl abbiamo iniziato a calcolare 150 mila euro per gli squilibri contrattuali, quindi di quella cifra quasi tutti vanno per il riequilibrio contrattuale, oltre a una parte destinata al trasporto pubblico locale. – ha chiarito il vice sindaco – per le attività turistiche sono per lo più per i teatri, Pinacoteca (70mila euro), anfiteatro (85mila euro) e per gli eventi estivi più consistenti e spese per lo Iat e marketing comunicazione (circa 35mila euro), Amat. Il problema di fondo del Tpl è invece che oggi navighiamo completamente nell’incertezza perché è sopraggiunta una variabile nuova molto drammatica, che è il caro gasolio, con aumenti del 33% del gasolio e del 50% del metano. Questo è dovuto ai vari conflitti bellici e a fenomeni speculativi. Nel Pef presentato dall’azienda questi costi aggiuntivi non c’erano, quindi siamo in una fase di ricalcolo. Intanto abbiamo iniziato l’accantonamento delle somme, però il rapporto tra il Tpl aggiuntivo, riconoscimento degli squilibri, applicazione dell’esaurimento dei chilometri mancanti e caro carburante crea una situazione che attende una risposta governativa».
Il vice sindaco auspica quindi che arrivi «a breve la risposta nazionale, perché il sistema del trasporto pubblico locale è in crisi in tutta Italia. Attendiamo anche dalla Regione il riconoscimento dei corrispettivi per il 2025 anche se è stato ufficializzato per il 2026-2027 per l’extraurbano. vedremo il calcolo finale da qui a ottobre. Abbiamo già garantito gli anticipi per Conerobus, fatto la proroga del contratto urbano fino a settembre e scelto di accantonare la perdita del rendiconto 2024 per evitare che l’azienda dovesse intaccare il capitale sociale e versato gli anticipi. Il comune di Ancona si sta assumendo tutte le responsabilità del caso senza pregiudizi ideologici, teorie e dogmi e sta mettendo in campo tutti gli strumenti possibili. Abbiamo chiarito cosa pensiamo come soci maggioritario sull’aumento del capitale sociale privato e sull’apertura del dibattito su corrispettivi e tariffe. Perchè ci siamo assunti anche la responsabilità se necessario, di valutare una possibile indicizzazione delle tariffe, considerando che da oltre dieci anni i titoli di viaggio non vengono toccati. Impossibile dire oggi se le somme accantonate, da qui a ottobre, siano sufficienti». Anche la gara regionale per l’affidamento del servizio attesa per il 2027 è ancora in stand by e non si esclude che possa essere rinviata. Petrelli si è detto scettico perché «su alcuni numeri l’assessore mi raccontato una favola ed è andato a spanne su altri eventi culturali, sembra quasi che ci sia reticenza».
E qui si sono innestate le scintille anche tra l’assessore e la capogruppo dem Susanna Dini che lo incalzava sulla poca chiarezza delle cifre. Zinni ha reagito osservando che si stava trasformando la commissione «in un un interrogatorio e a questi toni io non rispondo. Questo livello di provocazione non è accettabile. L’altro giorno in Commissione lei consigliera mi ha riso in faccia, oggi si mette a fare l’avvocato difensore del consigliere Petrelli. Stia nel suo». Dini non si è scomposta e ha replicato chiarendo di non aver «mai avuto toni accusatori» e che il suo sorriso riguardava il fatto che Zinni avesse definito «come “prestiti” quelli che erano semplicemente mutui da pagare. Lei assessore non si può permettere di dire a un consigliere comunale ‘stia nel suo’ perché ho diritto a fare domande e non do mai spettacolo. Si deve vergognare». «Se non le piacciono le mie risposte, è una sua valutazione politica. Io ho rispettato il regolamento» ha ribattuto il vice sindaco. Il presidente di commissione Arnaldo Ippoliti è dovuto intervenire per riportare ordine e per procedere poi alla votazione della proposta di atto, passata solo con i voti della maggioranza. Giovedì sarà vagliata dal Consiglio comunale.
(m.p.c.)
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