Marche, l’allarme suona in aula:
«Il 75% dei non autosufficienti è senza aiuti»

CONSIGLIO REGIONALE - Un'analisi basata su statistiche previdenziali svela la fragilità del welfare locale: mancano risorse per le famiglie che curano i fragili in casa, mentre i ricoveri restano un miraggio per migliaia di cittadini

Consiglio regionale (archivio)

Nelle Marche tre persone non autosufficienti su quattro sono completamente invisibili agli occhi delle istituzioni, abbandonate a un destino di solitudine e assistenza domestica senza alcun supporto pubblico. Un dato che gela il sangue e fotografa il collasso del sistema di welfare regionale, dove l’84% di chi necessita di cura continuativa resta tra le mura di casa, ma solo una minima parte ottiene un aiuto concreto. Il consigliere del Pd, Antonio Mastrovincenzo, ha portato il caso in Aula attraverso un’interpellanza basata sui numeri elaborati dal Gruppo Solidarietà su dati Inps. La realtà descritta è quella di una regione che invecchia velocemente, con un rapporto di 226 anziani ogni 100 giovani, ma che sembra aver smarrito la bussola della protezione sociale.

Antonio Mastrovincenzo

La polemica politica si accende soprattutto sulla gestione dei finanziamenti, con l’accusa alla Giunta di aver messo in atto una sorta di gioco di prestigio contabile. Antonio Mastrovincenzo ha denunciato come, dal 2022, circa 5,5 milioni di euro di risorse regionali siano stati sostituiti da fondi europei, lasciando però invariata la somma complessiva. «I fondi comunitari dovrebbero servire a potenziare i servizi, non a coprire i buchi del bilancio interno liberando risorse per altro» ha tuonato l’esponente dem durante il dibattito. Secondo questa analisi, se i soldi di Bruxelles fossero stati sommati a quelli già previsti, la platea dei beneficiari sarebbe oggi molto più vasta, superando la soglia irrisoria dei 1.600 anziani che attualmente ricevono risposte adeguate.

Il fronte delle strutture residenziali non offre scenari migliori, delineando un’emergenza che tocca anche il mondo della disabilità. Ci sono circa 8.000 persone in lista d’attesa per un posto letto, un numero che eguaglia quello di chi è già ricoverato, creando un imbuto che condanna migliaia di marchigiani a una speranza di inserimento lunga anni. «C’è il rischio concreto che molti non riescano mai a entrare in una struttura» ha ribadito Antonio Mastrovincenzo, sottolineando come anche nell’ambito dei disabili il 62% di chi vive a casa non riceva contributi, lasciando ogni onere economico e fisico sulle spalle dei familiari. La richiesta è chiara: ripristinare immediatamente i fondi regionali per dare ossigeno a un sistema ormai prossimo al punto di rottura.

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