Per la conservazione digitale
dei documenti informatici
il Comune aderisce al Polo Marche DigiP
Stipulerà una convenzione con il Polo Marche DigiP per affidargli la conservazione digitale digitale dei documenti informatici dell’ente, il comune di Ancona, garantendo così standard elevati di integrità, affidabilità, reperibilità e sicurezza dei dati. La proposta di delibera stamattina ha ricevuto parere favorevole a maggioranza in I Commissione consiliare ed è stata trasmessa per l’approvazione finale al Consiglio comunale convocato per giovedì prossimo 14 maggio. La decisione, ha spiegato l’assessore Antonella Andreoli, si inserisce nel quadro normativo del Codice dell’Amministrazione Digitale, che impone alle pubbliche amministrazioni l’obbligo di conservare i documenti digitali in modo sicuro, sia internamente che tramite soggetti esterni accreditati. Dopo aver valutato l’opzione della gestione ‘in house’, il Comune ha optato per l’adesione alla convenzione con la Regione Marche, ritenendo questa soluzione idonea dal punto di vista tecnico-strategico e vantaggiosa da quello economico.
La scelta del Polo Marche DigiP, costituito nel 2010, è motivata dalla sua specializzazione nella gestione degli archivi digitali della pubblica amministrazione, rispettando i requisiti sia giuridici che tecnici richiesti dalla normativa europea. Inoltre, l’adesione a questo sistema centralizzato permette al Comune di beneficiare di un risparmio economico non indifferente rispetto alla gestione autonoma, sfruttando una strumentazione tecnica già consolidata. Sotto il profilo economico, il costo è determinato dal volume di dati in gigabyte utilizzati, secondo fasce prestabilite. «Il Comune di Ancona è stato inserito nella fascia più alta, con un costo annuo previsto di 18.912 euro per una capacità stimata fino a 2048 Gb» ha evidenziato l’assessore. E’ stato però precisato che i consumi saranno monitorati annualmente e qualora il volume dei dati dovesse diminuire, il Comune potrà scendere a una fascia di costo inferiore. Durante il dibattito in Commissione è anche emerso che la necessità di una fascia di capacità-dati elevata è dovuta alla migrazione di sistemi esistenti e all’imminente aumento del carico documentale derivante dai progetti Pnrr e dalla introduzione di nuovi sistemi informatici multimediali.
(Redazione CA)
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