Rubate 8 tonnellate di rame,
bottino da 50mila euro: tre denunciati

FALCONARA - I carabinieri rintracciano i presunti autori del maxi blitz notturno con un software di riconoscimento facciale

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Otto tonnellate di cavi di rame sparite nel nulla in una sola notte, per un valore di circa 50 mila euro, e un cantiere lungo la Statale 16 Adriatica messo a soqquadro. È il bilancio del colpo tentato lo scorso 20 aprile ai danni di una ditta locale, ma la fuga dei responsabili è durata pochissimo. I Carabinieri della Tenenza di Falconara Marittima hanno infatti chiuso il cerchio sull’accaduto in tempi record, incastrando i presunti autori grazie a un mix di intuito investigativo e alta tecnologia.

Subito dopo la denuncia del titolare dell’azienda, i militari si sono messi al lavoro analizzando ogni singolo fotogramma delle telecamere di videosorveglianza della zona. Il primo passo è stato l’individuazione del camion utilizzato dalla banda per caricare e trasportare la refurtiva, ma la vera svolta è arrivata grazie all’informatica. I Carabinieri hanno infatti isolato le immagini dei volti dei sospettati e le hanno inserite nel S.A.R.I., il sistema automatico di riconoscimento facciale in uso alle forze dell’ordine. L’incrocio dei dati con gli archivi storici ha dato esito positivo, permettendo di dare un nome e un cognome ai tre uomini, tutti residenti fuori regione e già noti alla giustizia, ora denunciati a piede libero per furto aggravato.

Quello del rame, ribattezzato oro rosso, è un mercato nero parallelo che non conosce crisi. I ladri puntano i cantieri perché sanno di poter piazzare il metallo in pochissimo tempo: una volta rubati i cavi, questi vengono bruciati o sguainati per eliminare la plastica e isolare l’anima metallica. Il materiale viene poi rivenduto a peso a ditte di rottami o fonderie compiacenti, per essere fuso e reimmesso nel circuito legale sotto forma di nuove tubature o componenti elettrici.

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