Riapre la “Casa delle Genti”
per senza dimora
ora con stazione di posta
“Casa delle Genti”, la struttura per senza dimora di Jesi gestita da Asp Ambito 9 e Fondazione Caritas ha riaperto i battenti, completamente trasformata dopo un’importante opera di riqualificazione finanziata con fondi Pnrr. Una trasformazione che riguarda certamente gli spazi, oggi più belli, più funzionali, più efficienti, ma che riguarda soprattutto il senso e la qualità dei servizi che qui vengono offerti. Ieri, durante l’inaugurazione, alla presenza del vicesindaco e assessore ai servizi sociali Samuele Animali e del presidente di Asp Ambito 9, Daniele Tassi, è stato evidenziato che non si tratta semplicemente di uno spazio rinnovato, perché viene restituito alla città un luogo che rappresenta accoglienza, dignità e possibilità di ripartenza. Un luogo che si veste di nuovo anche nei contenuti. Da comunità di pronta accoglienza, la struttura di Via Cascamificio, diventa una vera e propria Stazione di Posta, un presidio ancora più articolato e capace di rispondere ai bisogni complessi delle persone senza dimora.
Resta il servizio fondamentale di sempre: l’accoglienza notturna temporanea per 14 uomini senza dimora, per un periodo di 15 giorn, un primo spazio sicuro, essenziale, da cui ripartire. Ma a questo si affiancano nuovi servizi fondamentali: il deposito bagagli, il fermo posta, l’orientamento all’accesso alla residenza anagrafica, passaggio cruciale per il reinserimento sociale e l’Unità di strada, attivata grazie al progetto dell’Avviso Integra, a cui abbiamo partecipato in partenariato con la Regione. Questo significa andare incontro alle persone, non aspettarle soltanto: portare supporto, ascolto e orientamento direttamente nei luoghi dove vivono le fragilità. «Non è stato facile arrivare fin qui – ha sottolineato la responsabile del Servizio Inclusione Sociale Pina Masella ieri durante la cerimonia di inaugurazione- sono stati anni complessi, segnati da difficoltà, sfide organizzative e umane. Ma avevamo un obiettivo chiaro: rendere questo luogo accogliente, nel senso più ampio e profondo del termine. Non solo funzionale, ma capace di far sentire le persone viste, rispettate, accompagnate».
Il direttore Franco Pesaresi ha evidenziato l’importanza degli interventi, soffermandosi sugli utenti, sempre più giovani, con un’età media di 41 anni, con una media di 250 utenti, poco meno di un terzo italiani, e più accessi ripetuti, Il vicesindaco e assessore ai servizi sociali, Samuele Animali, ha evidenziato come l’obiettivo sia restituire visibilità a chi vive ai margini, superando la tendenza a isolare le persone considerate “scomode”. Ha inoltre sottolineato che questo quartiere storicamente periferico, grazie ai progetti di riqualificazione della Casa delle Genti e dell’ex Cascamificio, è destinato a diventare un nuovo punto di riferimento urbano, a testimonianza del valore e della dignità riconosciuti a ogni cittadino. Sulla stessa linea Daniele Tassi, che ha definito rassicurante la presenza di un simile servizio sul territorio. Ricordando la recente apertura degli alloggi di cohousing sociale, Tassi ha espresso profonda emozione per questo nuovo traguardo, definendolo il risultato di un lavoro complesso che dà un significato concreto alle inaugurazioni.
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