CdA Campana, politica divisa
tra l’uscita dalla maggioranza di Gabbanelli
e gli «errori di valutazione» del centrodestra
Non si ferma ad Osimo la giostra delle polemiche politiche scaturite delle nomine dei consiglieri nel CdA del Campana di spettanza del Comune. La Sala Gialla ha scelto e votato ieri sera i nomi dei tre componenti del Consiglio di Amministrazione dell’istituto, due si spettanza della maggioranza, uno per la minoranza. Il consigliere Simone Gabbanelli (eletto con la lista Michela Glorio sindaco) è uscito dal gruppo di maggioranza per entrare nel Gruppo Misto e questo passaggio di esprimere una sua proposta di candidatura come esponente ora d’opposizione. I candidati ai blocchi di partenza sono stati 4: Edoardo Cintioli e Sergio Foria come espressione della maggioranza e Gianlorenzo Pangrazi proposto da FdI e Progetto civico Osimo 2030 e Liana Chiappa caldeggiato dallo stesso Gabbanelli. In sintesi i primi due sono stati eletti con i voti di maggioranza e l’astensione delle opposizioni. La designazione di Liana Chiappa è arrivata con il voto di Gabbanelli, quelli della maggioranza e l’astensione delle minoranze di centrodestra.
Sergio Foria, ringrazia «l’Amministrazione comunale di Osimo per la fiducia accordatami e accolgo questo incarico con entusiasmo, consapevole dell’importanza che l’Istituto Campana riveste per la cultura e la formazione permanente nel nostro territorio. La nomina a consigliere di Amministrazione mi ha imposto di rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, ruolo che ho ricoperto dal 2022. Saluto con stima i colleghi revisori e ringrazio l’Istituto per questi anni di collaborazione. Adesso si apre una nuova fase: portare il mio contributo professionale direttamente all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’ente».
All’indomani del voto i consiglieri di maggioranza del Pd si dicono «molto dispiaciuti e profondamente rammaricati per l’uscita di Simone Gabbanelli dalla maggioranza e per la sua rivendicazione di un ruolo da consigliere indipendente. Condanniamo, d’ altra parte, e respingiamo le forti offese che la minoranza di centrodestra, e alleati civici, ci hanno rivolto e gli hanno rivolto.- scrivono in una nota – Chi e’ abituato a prendere ordini dall’alto, dai partiti sovracomunali, dimostrando di non avere libertà di pensiero fa fatica a pensare che esistono opinioni e sensibilita’ diverse, democraticamente assunte. Abbiamo vissuto l’ennesima scena imbarazzante della minoranza consigliare che usciva continuamente dall’aula per telefonare a chi gli fornisce i dettami da Ancona, a conferma che hanno bisogno di seguire indicazioni dall’alto. A chi ci accusa di aver messo in scena un teatrino politico, bisogna ricordare che per giochi di potere hanno tenuto in scacco una intera città per un anno intero, tra crisi dell’amministrazione Pirani, costretta a rifugiarsi in un Regio Decreto e il successivo commissariamento prefettizio».
Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera di maggioranza Caterina Osimani (Ecologia e Futuro). «Esprimo la mia piena vicinanza al consigliere Gabbanelli che, nel pieno rispetto delle regole, dello Statuto e del Regolamento, ha scelto di non far più parte della maggioranza. Una decisione che può essere condivisa oppure no, ma che rappresenta un diritto di ogni consigliere comunale. In democrazia la libertà di assumere una posizione politica diversa non dovrebbe essere messa in discussione.- sotolinea Osimani – Spiacevoli sono stati i toni utilizzati dall’opposizione durante il Consiglio comunale. Il confronto politico è legittimo e anche il dissenso è parte della vita democratica, ma quando si trascende in un clima di aggressività si perde di vista il rispetto dovuto alle persone. Il consigliere Gabbanelli ha esercitato un diritto previsto dal nostro statuto e lo ha fatto assumendosi la responsabilità della propria scelta. Si può essere d’accordo o meno, ma questa è la democrazia». La capogruppo di ecologia e Futuro si dice colpita come «lo stesso accanimento non si sia visto dalle opposizioni su quanto avvenuto con la nomina, sempre per il CdA dell’istituto Campana, di competenza dell’Ufficio Scolastico. L’Ufficio scolastico ha pubblicato un bando per titoli, c’è stata una graduatoria e poi un nuovo bando che annullava il precedente, modificando i criteri di valutazione e ribaltando la graduatoria. Su questa vicenda, però, nessuna polemica, nessuna indignazione. Forse perché, in quel caso, l’esito era più gradito? Al consigliere Gabbanelli auguro buon lavoro».
Dice la sua anche la lista civica Su La Testa, non rappresentata in Consiglio comunale. «Quella andata in scena ieri sera in Consiglio comunale è stata, probabilmente, una delle peggiori pagine politiche della storia recente di Osimo. Un’opposizione nella quale molti consiglieri siedono tra i banchi del Consiglio comunale da decenni è riuscita nell’impresa di farsi mettere nell’angolo dal Pd proprio sulla partita del rinnovo del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Campana.- scrive in un comunicato la coordinatrice Monica Bordoni – I numeri erano dalla parte del centrodestra. C’erano tutte le condizioni per eleggere un Consiglio di amministrazione espressione della nostra area politica. È incomprensibile come non si sia fatto tesoro di quanto accaduto in passato: una gestione politica sbagliata e gravi errori di valutazione hanno portato, ancora una volta, a un Consiglio di amministrazione a prevalenza di sinistra. È la dimostrazione che non basta mettersi al centro del cerchio, convocare riunioni, impartire direttive e atteggiarsi a regista della coalizione. Le strategie si misurano sui risultati, non sui proclami. E il risultato di ieri è stato un autentico disastro politico, che ha finito per mettere al tappeto l’intera area di centrodestra, consegnando alla sinistra una vittoria che, con un minimo di lucidità politica, sarebbe stata impossibile. La politica, piaccia o no, non è per tutti. Richiede visione, competenza, capacità di leggere le dinamiche istituzionali e di assumersi responsabilità. Chi ieri pretendeva di guidare questa partita ha dimostrato di non essere all’altezza del compito».
Bordoni ritiene che sarebbe stato «persino più dignitoso prendere atto del fallimento e lasciare l’aula, anziché restare fino all’ultimo ad assistere a un’umiliazione politica, voto dopo voto, arrivando perfino a bruciare il nome di un candidato. Da ieri una cosa dovrebbe essere chiara a tutti: chi millanta capacità strategiche, ma quando arriva il momento decisivo sbaglia ogni scelta, non indebolisce soltanto se stesso. Trascina ancora una volta nella sconfitta un’intera coalizione. E questo, credo, il centrodestra non possa più permetterselo» conclude Monica Bordoni, coordinatore politico movimento civico Su La Testa.
Non la pensa così invece il capogruppo di minoranza Matteo Sabbatini (Progetto civico Osimo 2030) che ribadisce come «ieri sera in Consiglio comunale si è consumato un episodio gravissimo. Il Consiglio era chiamato a nominare i propri rappresentanti nel Consiglio di amministrazione dell’Istituto Campana: due spettavano alla maggioranza, uno alla minoranza. Poche ore prima della seduta, il consigliere Gabbanelli ha comunicato formalmente l’uscita dalla maggioranza, entrando da solo nel gruppo misto di minoranza. A quel punto ha presentato una candidatura come espressione della minoranza, ma quella candidatura è stata votata e sostenuta dalla stessa maggioranza, esattamente come le altre due di sua spettanza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la maggioranza ha espresso tutti e tre i componenti del CdA, appropriandosi anche del posto che lo statuto riserva alle minoranze. Un’azione arrogante e prepotente, degna di un regime dittatoriale, che nulla ha a che vedere con il rispetto delle istituzioni, delle regole e della rappresentanza democratica. Ieri sera è stato calpestato il ruolo del Consiglio comunale e sono stati sviliti i diritti delle minoranze. E gli osimani non sono stupidi: meritano rispetto e trasparenza, non giochi di palazzo» conclude Sabbatini.
Anche per Fratelli d’Italia Osimo «è davvero un limite oltre il quale il senso della realtà dovrebbe prevalere sulla propaganda. Chi nel 2024 ha provocato la crisi che ha fatto cadere un’amministrazione di centrodestra, spalancando di fatto le porte alla vittoria della sinistra, dovrebbe avere il buon senso di evitare lezioni agli altri. Ancora più singolare è che i protagonisti di quella stagione politica non siano stati nemmeno in grado di ripresentarsi agli elettori con un progetto credibile. Chi ricopriva il ruolo di vicesindaco oggi è fuori dalle istituzioni. Chi era stato addirittura Presidente del Consiglio regionale è stato sonoramente bocciato dagli elettori, con un drastico ridimensionamento del consenso e la mancata elezione. Per questo lascia francamente senza parole leggere accuse rivolte al centrodestra sulla vicenda dell’Istituto Campana. Proprio chi porta una responsabilità politica evidente per aver contribuito alla caduta della giunta e alla successiva vittoria della sinistra oggi pretende di impartire lezioni di correttezza istituzionale.
La realtà è un’altra. – conclude la nota di FdI Osimo – Sul Campana la maggioranza ha utilizzato un evidente artificio politico, modificando gli equilibri consiliari per assicurarsi l’elezione di tutti e tre i componenti di nomina del Consiglio comunale nel Consiglio di amministrazione, svuotando nei fatti il principio della rappresentanza delle minoranze. Prima di distribuire patenti di moralità o di responsabilità agli altri, sarebbe opportuno fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte politiche. Perché la memoria dei cittadini è lunga e i fatti parlano da soli»
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