Nomine nel CdA del Campana,
partita a scacchi nella Sala Gialla:
Simone Gabbanelli lascia la maggioranza
Si è trasformata in una grande partita a scacchi la seduta del Consiglio comunale di Osimo, ieri sera, durante la votazione per la designazione dei tre componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Campana che spettano al Comune, da aggiungere per statuto e nel rispetto degli equilibri di genere ai due della Regione e dell’Usr. I nomi scelti della maggioranza sono risultati essere quelli di Edoardo Cintioli e Sergio Foria, mentre per la minoranza è stata ‘nominata’ Liana Chiappa, dopo un vero e proprio colpo di scena, l’uscita dalla maggioranza del consigliere Simone Gabbanelli. La seduta era già partita con gli opposti schieramenti sul piede di guerra perché l’appuntamento con la discussione di questo ordine del giorno, rinviato in aula tra le polemiche 10 giorni fa, è stato anche oggetto di un esposto presentato al prefetto dai consiglieri d’opposizione di Fratelli d’Italia.
Ieri a sorpresa il consigliere Simone Gabbanelli (Lista Michela Glorio sindaco) ha formalizzato la sua decisione di lasciare i banchi di maggioranza per approdare al Gruppo Misto. Un tecnicismo di legge gli ha permesso pertanto di presentare il suo candidato per l’istituto Campana come rappresentante dell’opposizione consiliare, in concorrenza con il nome proposto dagli altri due gruppi di minoranza in quota centrodestra. Una azione che ha portato alla designazione della candidata Liana Chiappa, sostenuta proprio da Gabbanelli, in contrapposizione a Gianlorenzo Pangrazi, caldeggiato invece da FdI e Progetto Civico Osimo 2030. Se la votazione per i due candidati della maggioranza, Edoardo Cintioli e Sergio Foria (attuale assessore di Castelfidardo), è filata via liscia grazie ai sì compatti di maggioranza e con l’astensione dei gruppi di minoranza nel rispetto di una prassi consolidata, quella della candidata di Gabbanelli, certificata dopo un voto annullato, ha scatenato in aula le proteste del centrodestra. E’ stata infatti sostenuta e approvata anche dagli ex colleghi di maggioranza del consigliere del Gruppo Misto. In sede di dichiarazione di voto, da più parti, i gruppi di centrodestra li avevano invece invitati all’astensione come beau geste a garanzia delle prerogative spettanti all’opposizione.
Il consigliere Giorgio Magi (FdI) ha contestato duramente la mossa, definendola un «gioco» per inserire una figura politicamente vicina all’area di governo in un seggio destinato all’opposizione eletta alle Comunali del 2025. Secondo Magi, che non ne ha fatto una questione personale, il profilo di Chiappa sarebbe legato a realtà associative della sinistra, come lo Snoq e «questa -ha detto- è la mossa per sgomberare il campo dai dubbi», sottolineando come la candidatura sembrava rispondere piuttosto a logiche di appartenenza politica. In difesa della propria scelta, Simone Gabbanelli ha motivato la decisione di andar via dalla maggioranza facendola risiedere nel merito e nell’indipendenza. Il consigliere ha puntato l’accento sulla necessità di una politica che sappia guardare alla società civile, «un principio per me importante è l’indipendenza della politica che vede coinvolti semplici cittadini». Ha inoltre lodato il curriculum di Liana Chiappa, laureata in Filosofia, impegnata nel Sociale, presentandola come un profilo ottimo per la gestione dell’istituzione culturale e auspicando che possa anche essere eletta presidente del CdA del Campana.
Le critiche si sono spostate poi sul piano istituzionale con l’intervento del capogruppo di Progetto civico Osimo 2030, Matteo Sabbatini, che ha criticato la maggioranza per non non rispettare il «garbo istituzionale» che il Consiglio meriterebbe. Sabbatini ha fatto appello al ruolo della presidente del Consiglio a tutela del rispetto dei diritti delle minoranze, chiedendo alla maggioranza di astenersi dalla votazione per «salvare l’onore del Consiglio comunale».
La sindaca Michela Glorio, come aveva fatto poco prima il capogruppo del Pd, Giorgio Campanari, ha respinto al mittente tutte le accuse piovute dal centrodestra, deplorando le parole «miserabili e arroganti» rivolte alla maggioranza da Fdl. Ha inoltre accennato a episodi avvenuti fuori dall’aula per presunte minacce ricevute da un consigliere di Fdl, «per sua tutela non dico quello che mi ha detto fuori dalla porta, ma lo dirò, se lo riterrò opportuno, in altre sedi. Voi fate presa sulla filiera del governo regionale, del governo nazionale e pensate di essere sopra tutti, sopra la democrazia di questo Paese, del Consiglio comunale, al di sopra dei consiglieri che fanno le loro scelte» . Glorio ha concluso ribadendo che l’Amministrazione comunale ha invece operato nel pieno rispetto delle regole e della democrazia.
(m.p.c.)
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