Campana, la presidente uscente:
«L’Istituto appartiene
alla città e alla comunità non ai partiti»

OSIMO — Dopo le tensioni politiche in Consiglio comunale per la nomina dei tre componenti del CdA di spettanza del Comune, rompe il silenzio Gilberta Giacchetti ormai a fine mandato. «Le polemiche passano. Le istituzioni restano. E hanno il dovere di guardare sempre al bene comune»

Gilberta Giacchetti e sulla sfondo Palazzo Campana, sede dell’Istituto per l’istruzione permanente di Osimo

Continua a generare polemiche sulla possibile politicizzazione di un’istituzione culturale storica, il voto sulle nomine dei tre nuovi componenti del CdA dell’istituto Campana di spettanza comunale, che di fatto ha consegnato la governance dell’ente alla maggioranza di centrosinistra. A rompere il silenzio è Gilberta Giacchetti, presidente uscente del CdA del Campana, con invita tutti a non dare una lettura politica alla gestione dell’ente venga letta attraverso la lente dello scontro partitico. Giacchetti lo ribadisce con forza in una nota. «Comprendo che il confronto politico faccia parte della vita amministrativa di una città, ma credo sia importante non perdere di vista ciò che davvero rappresenta questa storica istituzione. – scrive – L’Istituto Campana non appartiene alla destra, alla sinistra o a qualsiasi altra parte politica. Appartiene alla città di Osimo e, più in generale, alla comunità che da più secoli lo riconosce come un punto di riferimento culturale» sottolinea.

Pur riconoscendo che le designazioni dei membri del CdA possono riflettere diverse sensibilità politiche, la stessa Giacchetti è stata nominata dalla Regione, l’ex presidente preferisce evidenziare il dovere etico che grava sugli amministratori. Una volta insediati, «dal momento della loro nomina, gli amministratori hanno un importante dovere: operare nell’interesse esclusivo dell’Istituto, amministrandolo con equilibrio, responsabilità e lungimiranza. Per questo ritengo riduttivo e, in qualche modo, fuorviante interpretare il nuovo Consiglio di amministrazione come l’espressione di una vittoria “della destra o della sinistra”. Un’istituzione culturale di questa importanza merita di essere giudicata per i risultati che saprà conseguire, non per le appartenenze politiche attribuite ai suoi amministratori».

Giacchetti dedica un pensiero anche alle critiche mosse alla minoranza consiliare, accusata di debolezza. «Chi le formula dimentica forse che cinque anni fa, quando sedeva in Consiglio comunale, non riuscì a far eleggere il candidato indicato dalla “maggioranza” della minoranza, che venne invece superato dai voti della maggioranza consiliare, che elesse il candidato nominato da un altro consigliere che sedeva nei banchi della minoranza. – aggiunge- Per questo credo che sarebbe opportuno evitare letture di parte e riconoscere che simili dinamiche non rappresentano purtroppo una novità, oltre che essere molto discutibili». Sull’ulteriore elemento di tensione è rappresentato dalla recente decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale che ha annullato la precedente procedura di selezione per il proprio rappresentante nel CdA, procedendo a un nuovo avviso, Gilberta Giacchetti conferma che questa scelta ha suscitato inevitabili «perplessità» e avrebbe richiesto «una maggiore chiarezza nelle motivazioni, proprio per evitare ulteriori interpretazioni e polemiche».

Spostando poi di nuovo l’asse del discorso dalla politica alla missione culturale, la presidente uscente rammenta che la vera sfida risiede nella tutela del patrimonio storico, artistico e bibliografico dell’Istituto. Dopo i complessi lavori di recupero resi necessari dal sisma del 2016, gli spazi sono finalmente tornati alla città. «Quegli ambienti devono essere vissuti, aperti, animati da iniziative culturali, formative e scientifiche – ribadisce come ha già fatto in passato- L’Istituto deve continuare a collaborare con il Comune di Osimo, con la Regione Marche, con l’Ufficio Scolastico Regionale, con le università e con tutte le realtà che possono contribuire alla crescita culturale del territorio. È questa la sua vocazione. È questa la responsabilità affidata a ogni Consiglio di amministrazione, indipendentemente da chi ne faccia parte». Nel rivolgere infine un augurio di buon lavoro al nuovo CdA dell’istituto, auspica una gestione orientata esclusivamente al bene comune. «Le polemiche passano. Le istituzioni restano. E hanno il dovere di guardare sempre al bene comune» conclude nel comunicato Gilberta Giacchetti.

 

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