«Hub logistico Amazon, timori sul traffico
indotto e la sfida delle infrastrutture
tra Chiaravalle e Ancona Nord»
Amazon, studio del traffico e impatto ambientale: i sindaci di Chiaravalle e Monte San Vito fanno il punto sulla situazione, a pochi giorni dall’apertura ufficiale del polo logistico del colosso dell’e-commerce all’Interporto di Jesi, prevista per lunedì prossimo 6 luglio. «In merito alla presentazione dello studio del traffico, rileviamo che, non essendo stati presenti (circostanza che non dipende da noi, non essendo gli organizzatori dell’iniziativa), non potete conoscere quanto effettivamente illustrato e discusso nel corso dell’incontro. In quella sede, infatti, i sottoscritti hanno nuovamente rappresentato dubbi e perplessità su alcuni aspetti dello studio, criticità che abbiamo sempre evidenziato fin dall’inizio della vicenda e che riguardano, tra l’altro, anche l’impatto, tuttora non pienamente definito, del traffico generato dai lavoratori e dall’indotto» scrivono in una nota a firma congiunta Cristina Amicucci, sindaco di Chiaravalle, e Thomas Cillo, sindaco di Monte San Vito.
«È opportuno ricordare che lo studio del traffico, commissionato dalla Regione Marche a Interporto, che ha poi affidato l’incarico alla società Sintagma, nasce da una proposta divenuta poi formale richiesta avanzata dai sottoscritti sin dalle prime fasi della vicenda Amazon. – mettono n evidenza Amicucci e Cillo – È stata proprio questa iniziativa a far emergere la necessità di uno studio specifico, successivamente condivisa anche dalla Regione Marche, che ha provveduto a commissionarlo. Si tratta pertanto di una proposta che rivendichiamo con convinzione e rispetto alla quale ogni diversa ricostruzione dei fatti risulta oggettivamente non corrispondente alla realtà. Sempre su nostra iniziativa, mediante ulteriore formale richiesta, è stato chiesto che lo studio non si limitasse al solo insediamento Amazon, ma analizzasse l’intera area interessata. Richiesta che è stata accolta e che ha portato alla redazione dello studio poi presentato. Si tratta di elementi che dimostrano come le iniziative, le proposte e le azioni intraprese dai sottoscritti abbiano avuto un ruolo concreto e determinante nel percorso di approfondimento della vicenda».
Sullo studio del traffico i due primi cittadini ricordano che «è stato predisposto per verificare il reale impatto dei flussi veicolari sulla rete infrastrutturale esistente, valutazione che non era mai stata effettuata né in sede di autorizzazione dell’insediamento né successivamente. È altresì necessario distinguere tra studio del traffico e valutazione dell’impatto ambientale, che sono strumenti differenti e perseguono finalità diverse. Sotto questo profilo, va ricordato che esiste un ulteriore atto ufficiale, ossia il provvedimento di prescreening di Via, adottato nella fase propedeutica all’insediamento Amazon, dal quale risulta che il progetto non determinerebbe impatti ambientali significativi. È proprio tale valutazione che ha comportato la non assoggettabilità del progetto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Le valutazioni, pertanto, non possono prescindere dai dati tecnici e dagli atti amministrativi ufficiali oggi disponibili, che costituiscono il quadro oggettivo di riferimento e su cui tutti dovremmo basarci».
Ma quello che sta più a cuore a Cristina Amicucci e Thomas Cillo, sindaco di Monte San Vito è la tutela della salute pubblica. «Condividiamo pienamente la preoccupazione che questo territorio non possa sopportare ulteriori incrementi dell’inquinamento. Tuttavia, è altrettanto doveroso ricordare che l’insediamento Amazon è stato reso possibile dalla destinazione urbanistica dell’area Interporto, approvata negli anni Novanta per ospitare grandi insediamenti logistici. È in quella fase pianificatoria che sarebbe stato necessario valutare con maggiore attenzione gli effetti complessivi di tali scelte sul territorio. Va inoltre ribadito, ancora una volta con assoluta fermezza, che i nostri Comuni non sono mai stati coinvolti nelle scelte urbanistiche che hanno portato all’insediamento. Un coinvolgimento che, pur non essendo imposto dalla normativa provinciale urbanistica vigente, sarebbe stato certamente opportuno sotto il profilo istituzionale e della leale collaborazione tra enti. Tornando ai contenuti dello studio del traffico, lo stesso evidenzia criticità infrastrutturali già esistenti, in particolare in corrispondenza del casello di Ancona Nord, sul cui ampliamento i sottoscritti hanno più volte formalmente sollecitato gli enti competenti, individuandolo quale soluzione nel medio periodo. Lo stesso presidente Acquaroli ha rilevato criticità e assunto impegni in merito su detto casello».
Lo studio individua inoltre, quale soluzione strutturale di lungo termine, la realizzazione del casello di Ancona Centro e conclude che la cosiddetta bretella o tangenziale di Chiaravalle non rappresenta una soluzione efficace rispetto alle criticità rilevate. «Resta infine da approfondire il tema del traffico generato dai lavoratori e delle possibili soluzioni di mobilità alternativa, aspetto sul quale continueremo a esercitare un costante ruolo di impulso e di sollecitazione nei confronti degli enti competenti. – concludono i sindaci di Chiaravalle e Monte San Vito- Quanto all’invito rivolto ai sottoscritti di “monitorare il proprio territorio”, riteniamo che l’attività svolta in questi mesi dimostri ampiamente come ciò sia stato fatto con serietà, continuità e senso di responsabilità. Riteniamo opportuno quindi riportare il confronto sul tema per il quale il Comitato si è costituito: affrontare e contribuire alla soluzione delle criticità del traffico che interessano Chiaravalle. È su questo obiettivo che crediamo debba continuare a concentrarsi il dibattito, evitando ricostruzioni che non trovano riscontro nei fatti e negli atti ufficiali».
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