Studiare tra il Kazakistan e le Marche:
l’Univpm attiva il Foundation Year

ANCONA – Al via il piano formativo biennale dell'ateneo dorico che unisce lezioni ad Almaty e laboratori nell'entroterra: l'iniziativa punta a contrastare il calo demografico e ad attrarre nuovi talenti dall'Asia Centrale

L’Università Politecnica delle Marche lancia il Foundation Year 2026/2027, un programma didattico innovativo per studenti internazionali, in particolare del Kazakistan e dell’Asia Centrale, strutturato in due semestri: sei mesi ad Almaty e sei mesi a Fabriano. L’ateneo marchigiano è il primo in Italia a sperimentare questa formula mista che prevede metà del percorso all’estero e metà nel nostro Paese, a differenza degli altri atenei italiani dove il programma si svolge interamente sul territorio nazionale. I giovani iscritti potranno scegliere tra due indirizzi specialistici: “Economics, Business and Law” oppure l'”Area biologico-sanitaria”.

Il semestre italiano prenderà vita a Fabriano, scelta come sede ideale per la sua vocazione internazionale di Città Creativa Unesco e per la sua posizione baricentrica rispetto ad Ancona. Il progetto fa leva su una solida rete istituzionale che vede in prima linea la Fondazione Carifac – impegnata nel supporto logistico, nella didattica e nei servizi di accoglienza e alloggio – e il Comune di Fabriano, che metterà a disposizione aule e spazi studio integrando gli studenti nel tessuto sociale ed economico locale. L’iniziativa consolida i rapporti già attivi con la Zhetysu University di Taldykorgan e la KazGASA University di Almaty.

Il rettore dell’Univpm, Enrico Quagliarini, ha sottolineato la portata strategica dell’operazione: «Il Foundation Year non solo si inserisce nella più ampia strategia di internazionalizzazione dell’Università Politecnica delle Marche, ma rappresenta anche uno strumento fondamentale per promuovere il sistema universitario italiano in Asia Centrale. Si tratta di un modello innovativo per il sistema accademico nazionale, capace di rafforzare i legami con gli atenei stranieri e di attrarre talenti. La scelta di Fabriano non è casuale: portare un flusso internazionale di questa portata nell’entroterra, diventa una risposta concreta all’inverno demografico e al rilancio economico». Al suo fianco, il direttore generale Alessandro Iacopini, la sindaca di Fabriano Daniela Ghergo e la presidente di Fondazione Carifac Rosa Rita Silva hanno espresso forte soddisfazione per un modello organizzativo che punta a fare del territorio un polo attrattivo e accogliente per i cittadini di domani.

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