Una targa per non dimenticare il Borghetto:
Ancona riscopre la memoria
del quartiere scomparso nella frana dell’82

INAUGURATO il simbolo commemorativo lungo il sentiero recuperato. Ex residenti, istituzioni e associazioni si sono ritrovati per celebrare la comunità e lanciare i nuovi progetti di mobilità dolce

Un momento della giornata al Borghetto

Una targa per restituire un luogo alla memoria della città e per tenere vivo il legame di una comunità che, nonostante il tempo trascorso, non ha mai smesso di sentirsi parte della stessa storia.
Si è svolta ieri l’inaugurazione della targa commemorativa dedicata al Borghetto, lo storico quartiere di Ancona scomparso a seguito della grande frana del 1982.
Un momento semplice nella sua forma, ma profondamente significativo, che ha riunito ex residenti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e cittadini, accomunati dal desiderio di ricordare un pezzo importante della storia anconetana.
All’iniziativa, organizzata da Mattia Della Corte e patrocinata dal Comune di Ancona, hanno partecipato l’assessore Daniele Berardinelli, Emiliano Stazio del Circolo Legambiente Pungitopo, Tommaso Mosca, presidente di 2Hands Ancona, Mirko Grilli di Fiab Ancona Conero, Marco Lucioli di Anconopoli e circa 40 borgacciari, gli ex abitanti che nel 1982 furono costretti ad abbandonare le proprie case.
La cerimonia è stata accompagnata da una forte emozione, resa ancora più intensa dalla presenza di chi ha vissuto direttamente la perdita del proprio quartiere, delle proprie abitazioni e di un mondo fatto di relazioni quotidiane, ricordi d’infanzia e senso di appartenenza.

La targa ‘Quartiere Borghetto’

Nel corso dell’incontro sono stati rivolti ringraziamenti all’amministrazione comunale per il sostegno e il patrocinio all’iniziativa, ai rappresentanti delle associazioni che negli anni hanno contribuito alla valorizzazione dell’area e a tutti i cittadini che hanno partecipato al percorso di recupero della memoria del Borghetto. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’artista Valerio Valeri, autore del monumento “Un segno per il Borghetto-per non dimenticare”, invitando i partecipanti a scoprirla e apprezzarla.
La targa rappresenta una tappa di un percorso più ampio, nato durante il periodo del Covid con l’idea di recuperare e valorizzare il Sentiero del Borghetto, restituendo dignità e visibilità a un’area rimasta a lungo trascurata. Un progetto che unisce la memoria storica alla tutela ambientale e alla possibilità di immaginare nuove forme di fruizione pubblica del territorio.
Fiab Ancona Conero ha ricordato la collaborazione che ha portato all’acquisto della targa, donata al Comune di Ancona e collocata lungo l’antico sentiero. È stata inoltre condivisa la prospettiva, coltivata insieme a Matteo Sacchettoni, di realizzare una ciclovia e un collegamento ciclopedonale tra la stazione di Ancona, la zona della Palombella e Torrette, con il Borghetto come luogo di interesse storico e punto significativo lungo il percorso della Ciclovia Adriatica.

Un momento della giornata al Borghetto

Il Circolo Legambiente Pungitopo ha ripercorso le iniziative di sensibilizzazione e le camminate ecologiche che negli anni hanno coinvolto anche 200-300 persone, contribuendo a far conoscere le peculiarità naturalistiche dell’area, comprese le orchidee spontanee.
È stato ricordato anche il lavoro delle associazioni impegnate nella pulizia e nella riqualificazione del territorio. Le attività di clean-up promosse da 2Hands Ancona e dalle realtà coinvolte hanno permesso di rimuovere grandi quantità di rifiuti abbandonati, arrivando in una sola mattinata a circa una tonnellata e mezza di materiale, dopo decenni di incuria.
A fare da filo conduttore all’intero progetto è anche il lavoro di ricostruzione della memoria, culminato nella realizzazione del libro “Ieri e oggi – La grande frana d’Ancona”, nato da mesi di interviste e testimonianze raccolte tra i borgacciari. Un patrimonio di racconti e ricordi che permette di tramandare alle nuove generazioni la storia di un quartiere che non esiste più fisicamente, ma continua a vivere nella memoria dei suoi abitanti.
Dopo l’inaugurazione, la giornata è proseguita con un pranzo conviviale al ristorante, dove circa 70 borgacciari si sono ritrovati per rinnovare una consuetudine che si ripete ogni paio d’anni: tornare insieme, ricordare il passato e ritrovare gli amici di un tempo.
Tra le storie più significative della giornata, quella di un ex residente oggi vive a Monza, che ha affrontato circa 900 chilometri tra andata e ritorno pur di trascorrere qualche ora con gli amici d’infanzia. Un viaggio che racconta, meglio di tante parole, quanto possano essere profondi i legami costruiti in un quartiere e quanto a lungo possano resistere alla distanza e al passare degli anni.
L’inaugurazione della targa non è stata dunque soltanto una commemorazione, ma la testimonianza concreta di una comunità ancora viva, capace di ritrovarsi e di trasformare il ricordo di una ferita collettiva in un’occasione di condivisione e di progettualità per il futuro.

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