Riqualificazione di Piazza d’Armi:
«Non c’è sintonia tra le promesse
della Giunta e le carte approvate»

ANCONA – Dopo quanto è emerso anche stamattina in Consiglio comunale, il Coordinamento che unisce residenti e rappresentanti dei Ctp3 e 6, Comitato del Piano e Grazie, Circolo Pungitopo Legambiente torna a chiedere che «i criteri di gara vengano integrati con le indicazioni concrete presentate dai noi per il progetto prima che si passi alla fase definitiva del project financing»

Il coordinamento unico insiste perchè siano tutelati verde e spazi storici coe lo Speedy Bar nel progetto di riqualificazione di Piazza d’Armi

I residenti e i rappresentanti dei Ctp3 e 6, del Comitato del Piano e Grazie, del Circolo Pungitopo Legambiente, il Coordinamento unito replica a quanto detto questa mattina in Consiglio comunale sul progetto di riqualificazione di Piazza d’Armi, evidenziando «una profonda distanza tra le rassicurazioni verbali rese alla cittadinanza e i reali criteri formali approvati dalla Giunta per il project financing. Dall’esame comparato tra le richieste presentate dal Coordinamento, il testo ufficiale della delibera di Giunta e le affermazioni dell’assessore Stefano Tombolini in Consiglio Comunale questa mattina, emergono incongruenze e rilevanti lacune che rischiano di svuotare di significato la tutela ambientale e la funzione sociale dell’area» spiegano in una nota a firma congiunta.

«Mentre a parole vengono promessi interventi “a impatto zero” sul verde esistente, la delibera ufficiale mette nero su bianco una realtà diversa. L’assessore ha dichiarato il taglio di una sola pianta nell’area dello Speedy Bar, mentre l’atto formale della Giunta autorizza la possibilità di abbattere fino a un massimo di due alberi preesistenti- prosegue la nota – Promesse non scritte: I numeri citati pubblicamente (come i 30 e 35 nuovi alberi che non saranno mai comparabili ai grandi alberi odierni) non trovano alcun riscontro formale nel testo approvato, che si limita a generiche formulazioni di principio sul “potenziamento del verde”. È stata poi ignorata la richiesta del Coordinamento di vincolare il mantenimento integrale di tutte le alberature esistenti su via della Marina, via della Montagnola e via Cristoforo Colombo (con il ripristino delle piante mancanti)».

Il Coordinamento aveva proposto anche la creazione di “Piazza San Lazzaro”, «una piazza-giardino pensata come rifugio climatico e luogo di aggregazione per il quartiere, integrando gli alberi attorno allo Speedy Bar e allargano la piazza giardino nel perimetro degli edifici esistenti.- continua il comunicato – La delibera approvata prevede invece la demolizione di tutte le strutture dell’area per far posto a viabilità o sosta temporanea, senza chiarire quale sarà il destino finale di quegli spazi e lasciando aperta la possibilità che l’area sia interamente assorbita dalla gestione del centro commerciale privato che lì sorgerà. Nessuna delle soluzioni tecniche puntuali avanzate dal Coordinamento per adattare il quartiere ai cambiamenti climatici è stata inserita nei criteri d’indirizzo vincolanti per il privato: manca la previsione di corridoi verdi d’ombra a collegamento in viale Colombo tre il nuovo Mercato, la stazione dei bus extraurbani e piazza Ugo Bassi. Nessun vincolo per la de-pavimentazione dell’accesso al mercato. Nessun recupero idrico o ombreggiamento: Escluse la realizzazione di cisterne per l’acqua piovana da riutilizzare per l’irrigazione e la pulizia stradale, e l’installazione di dispositivi ombreggianti o fotovoltaici per gli ambulanti e nei parcheggi a raso. Nessun obbligo di prevedere alberature sopra i parcheggi (500 posti)».

Il Coordinamento che unisce residenti, rappresentanti dei Ctp3 e 6, del Comitato del Piano e Grazie, del Circolo Pungitopo Legambiente prende pertanto atto «che le parole pronunciate nei confronti pubblici e agli organi di stampa non trovano una reale corrispondenza negli atti ufficiali della Giunta. È stato approvato un quadro di indirizzo che spalanca le porte alla proposta del privato, lasciando ai margini la vivibilità, la giustizia climatica e la funzione sociale di Piazza d’Armi. Chiediamo che i criteri di gara vengano integrati con le indicazioni concrete presentate dai cittadini prima che si passi alla fase definitiva del project financing».

 

Riqualificazione Piazza d’Armi: ok al miglioramento dell’impatto verde ma senza Speedy Bar

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