Riqualificazione Piazza d’Armi:
ok al miglioramento dell’impatto verde
ma senza Speedy Bar
La riqualificazione di Piazza d’Armi e le preoccupazioni del comitato dei cittadini sui risvolti che la trasformazione dell’area commerciale comporterà sono state riportate all’attenzione del Consiglio comunale da Mirella Giangiacomi. La consigliera d’opposizione del Pd ha sollevato interrogativi urgenti sul contenuto del bando amministrativo e sulla reale tutela del territorio durante la fase di progettazione con un focus sullo Speedy Bar.
Secondo Giangiacomi, i gruppi di residenti, commercianti e rappresentanti del Ctp« si sentono finora ignorati dall’amministrazione» ed ha suggerito di integrare le istanze della cittadinanza per evitare che l’intervento edilizio cancelli elementi fondamentali dell’identità locale come lo Speedy Bar.
L’assessore Stefano Tombolini ha ricordato intanto che i ritardi accumulati per il progetto di riqualificazione, legati a complessi iter amministrativi e alle recenti modifiche normative imposte dalla Corte Europea sulla finanza di progetto.« Tra un po’ spegneremo la prima candelina», ha ironizzato l’assessore per sottolineare quanto tempo sia trascorso dall’avvio delle procedure.
Sul fronte ambientale, Tombolini ha spiegato di aver recepito le critiche e di voler puntare sulla riqualificazione del verde. Il piano iniziale prevedeva l’abbattimento di diverse alberature, la nuova linea d’indirizzo imposta al promotore prevede invece «il mantenimento degli alberi ad alto fusto e un incremento complessivo delle unità arboree nell’area».
Quanto allo Speedy Bar, l’assessore ha confermato che l’attuale struttura verrà demolita,«perché rientra tra gli immobili previsti per la rimozione all’interno del lotto oggetto dell’intervento di riqualificazione» ha ribadito. L’Amministrazione comunale caldeggia però una soluzione progettuale che tenti di «contemperare le esigenze di miglioramento dell’impatto verde e della viabilità», per garantire la permeabilità del suolo e un nuovo asset urbano, anche se i dettagli specifici sulla natura dei servizi che sostituiranno quelli attuali debbano ancora poco definiti.
«L’assessore ha detto che il bar verrà abbattuto ma non ha detto che ci sarà in sostituzione un’altra struttura» ha obiettato Giangiacomi eccependo la mancanza di garanzie sulla ricostruzione «che equivale alla perdita definitiva di un presidio sociale fondamentale per l’intera zona». Oltre 2.500 cittadini hanno firmato petizioni per salvaguardare il bar e i suoi alberi, ha fatto osservare in conclusione la consigliera dem, «temendo che il nuovo sviluppo commerciale sacrifichi la socialità e la memoria storica della piazza».
(Redazione CA)
Riqualificazione di piazza d’Armi: ok della Giunta ai criteri per il progetto definitivo
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