«Accesso agli atti e interrogazione
a risposta immediata, Acquaroli chiarisca
cosa ha fatto dopo le segnalazioni»

DDA – Andrea Nobili, capogruppo regionale di Avs: «Il presidente aveva ricevuto, anche informalmente, notizie sull’esistenza di indagini della magistratura o della Guardia di finanza riguardanti il suo capo di gabinetto?». Gabriella Di Girolamo, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Ambiente e lavori pubblici al Senato: «Meloni non può continuare a far finta di nulla»
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Andrea Nobili, capogruppo regionale di Avs

Una richiesta di accesso agli atti e un’interrogazione a risposta immediata in Consiglio regionale per chiedere al presidente Francesco Acquaroli di «chiarire cosa ha fatto dopo le segnalazioni su Pistarelli». A presentarla è il capogruppo regionale di Alleanza verdi e sinistra Andrea Nobili a seguito della maxi inchiesta sulla ricostruzione che ha portato all’arresto dell’ex capo di gabinetto del presidente.

«È doveroso che alcuni nodi della vicenda vengano alla luce, per fugare ogni dubbio. Vogliamo conoscere nel dettaglio atti ed esiti delle verifiche interne e sapere se Acquaroli fosse stato informato dell’esistenza di indagini – continua Nobili -. Vogliamo fare chiarezza su ogni azione del presidente dopo aver ricevuto le cosiddette ‘voci’ sulle pressioni che il suo ex capo di gabinetto Fabio Pistarelli avrebbe esercitato su alcune procedure amministrative dell’inchiesta “Ricostruzione”. È un dovere, davanti ai cittadini, ricostruire che tipo di verifiche siano state messe in campo e quali soggetti esterni siano stati coinvolti, gli esiti specifici di ogni passaggio e conoscere nel dettaglio quali informazioni fossero a disposizione del presidente della Regione».

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L’intervento del presidente Francesco Acquaroli a Muccia

«Nel suo intervento a Muccia, Acquaroli ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni sull’interessamento di Pistarelli ad alcune procedure amministrative e di aver coinvolto il segretario generale della Regione, e quindi anche l’avvocatura regionale e uno studio legale esterno, per verificare e approfondire quanto appreso . continua Nobili -. Ha inoltre riferito che dagli accertamenti non sarebbero emerse notizie di reato e che, successivamente, avrebbe chiesto a Pistarelli di lasciare l’incarico. Sono dichiarazioni che meritano di essere tracciate passo passo, attraverso la documentazione amministrativa».

Con l’accesso agli atti, Nobili chiede di acquisire «le segnalazioni ricevute, gli atti di avvio delle verifiche, le relazioni e le comunicazioni del segretario generale e degli uffici regionali, i verbali degli incontri con i dirigenti, i pareri dell’avvocatura regionale e la documentazione relativa al coinvolgimento dello studio legale esterno. Di quest’ultimo si chiedono anche l’identità dei professionisti, la natura dell’incarico, gli eventuali compensi corrisposti e il soggetto che ne ha sostenuto i costi – spiega il rappresentante di Avs -. L’accesso riguarda inoltre le valutazioni conclusive delle verifiche, le comunicazioni trasmesse al presidente e gli atti relativi alla successiva cessazione dell’incarico di Pistarelli. Vogliamo anche sapere perché sia stato coinvolto uno studio legale esterno, per svolgere quale attività e con quali eventuali costi per la Regione. Sono domande che riguardano il funzionamento e la trasparenza delle istituzioni regionali».

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«Non intendiamo sovrapporci al lavoro della magistratura, ma sul piano istituzionale è necessario chiarire se, prima di chiedere a Pistarelli di lasciare l’incarico, Acquaroli avesse ricevuto, anche informalmente, notizie sull’esistenza di indagini della magistratura o della Guardia di finanza riguardanti il suo capo di gabinetto» conclude Nobili.

Sul piano nazionale, a incalzare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla maxi inchiesta che riguarda la ricostruzione c’è anche Gabriella Di Girolamo, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Ambiente e lavori pubblici al Senato. «Non può continuare a far finta di nulla – dice rivolgendosi alla premier -. Come è stato possibile che la ricostruzione post sisma 2016 sia finita in mano a furfanti, faccendieri e financo a dei mafiosi? Troppe cose sulle responsabilità politiche di questa deprecabile vicenda non tornano. È evidente che tanto il commissario alla ricostruzione Castelli quanto il governatore delle Marche Acquaroli se la sono fatta fare sotto al naso: non vogliamo credere che sapessero di questo sistema osceno e non hanno detto nulla. A questo punto però, essendo investita tutta la filiera di Fdi, Meloni deve spiegazioni ai terremotati. Venga in aula a dare i dovuti chiarimenti sul “sistema Pistarelli”: la nonchalance con cui il governo continua a scansare la questione è insopportabile» ha concluso Di Girolamo.

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