«Nomina fotocopia nel Cda del Campana,
il prezzo del secondo ricorso al Tar
lo pagano i cittadini non la sindaca»
«Nonostante la mia apertura e l’invito rivolto la settimana scorsa a trovare una soluzione condivisa, ieri sera è andata in scena l’esatta fotocopia di quanto accaduto il 2 luglio sulla nomina del CdA dell’Istituto Campana. Ancora una volta, la maggioranza ha deciso di arrogarsi il diritto di occupare una posizione che, per Statuto, spetta alle minoranze, con la complicità del consigliere Gabbanelli». All’indomani del voto nella Sala Gialla che ha designato di nuovo Liana Chiappa come componente di spettanza dell’opposizione nel Cda dell’Istituto Campana, la capogruppo di FdI, Michela Staffolani conferma l’intenzione dei gruppi di minoranza del centrodestra di ripresentare un secondo ricorso al Tar dopo quello accolto 15 giorni fa dai giudici amministrativi che avevano annullato la precedente elezione della candidata promossa dal consigliere del Gruppo misto, Simone Gabbanelli, sostenuta anche dalla maggioranza osimana di centrosinistra.
«Adesso questa Amministrazione comunale cerca di far ricadere su di noi la responsabilità del fatto che il cinema non arriverà a breve al Teatro Campana. – evidenzia Staffolani – Ma proviamo a ricostruire i fatti: il CdA è rimasto in carica dai primi di luglio al 14 ottobre, quasi tre mesi durante i quali questa Amministrazione avrebbe potuto portare avanti il lavoro necessario per dare seguito al progetto. Non lo ha fatto. E se oggi ci troviamo in questa situazione, è anche per una delibera che il Tar Marche ha annullato, riconoscendo le ragioni del ricorso. Ora non si può pretendere di attribuire alla minoranza, che in questa situazione è parte lesa, le conseguenze di scelte e atti compiuti dalla maggioranza».
«A questo punto saremo nuovamente costretti a rivolgerci al Tar per tutelare il diritto delle minoranze a essere rappresentate. – ribadisce come ha fatto ieri sera in aula – Per noi sostenere questa battaglia non è un problema. Non ci tireremo indietro. Ma c’è un aspetto che dovrebbe far riflettere tutti: il Comune ha già speso quasi 7.000 euro per difendersi dal nostro primo ricorso. Ora, con ogni probabilità, dovrà affrontare un’altra spesa legale. E quei soldi non li pagano i consiglieri di maggioranza. Non li pagano gli assessori. Non li paga la Giunta. Non li paga la sindaca. Li pagano tutti i cittadini osimani. Cittadini che non dovrebbero essere costretti a sostenere i costi delle controversie generate dalle scelte errate della propria Amministrazione comunale» conclude Michela Staffolani.
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