La storia inizia con la denuncia di uno jesino residente in Toscana che ha ereditato alcuni beni immobili per un valore stimato di un paio di milioni di euro da una sua zia deceduta qualche settimana fa a 91 anni. L’uomo viene ricattato da una 66enne di Jesi che minaccia di pubblicare un presunto testamento olografo scritto dalla defunta, con il quale si disponeva la cessione dei propri beni ad un ente di beneficenza, se l’uomo non le avesse consegnato la somma di 450.000 euro, mettendo così in discussione la successione regolarmente aperta presso un notaio di Ancona. La donna aveva fatto presente all’uomo che poi l’ha denunciata che con l’eventuale ‘accordo’ avrebbe fatto scomparire quel documento che era fortemente inibitorio per entrare in possesso dell’eredità.
Ieri gli sviluppi. La donna aveva chiesto un incontro con la vittima per le 16 del pomeriggio. Il summit si è svolto all’interno di una delle proprietà ereditate dalla vittima, dove però c’ erano anche i carabinieri nascosti in una stanza attigua. Durante l’incontro, la donna pretendeva che la somma le fosse versata a mezzo bonifico sul proprio conto corrente e non con assegno bancario di cui la vittima si era già fornita e del quale il comando dei carabinieri aveva già estratto copia.
A quel punto, i militari appostati, diretti dal maggiore Benedetto Iurlaro, coordinati dal Maresciallo Raffaele Verna e capeggiati sul campo dal maresciallo Pasquale Matani, considerato che il reato era già stato consumato, oltretutto in flagranza di reato, sono intervenuti e hanno arrestato la donna che, per l’occasione, si era presentata in compagnia del proprio marito. Durante la successiva perquisizione domiciliare, in casa dell’arrestata sono stati rinvenuti altri 3 testamenti olografi in favore di altre persone, la cui firma, a prima vista, risultava difforme a quella della persona defunta. Ma oltre a tali documenti, sui quali verrà eseguita specifica perizia, è stato rinvenuto e sequestrato un libretto di deposito intestato alla persona defunta con la somma di euro 600.000 depositati, che è stato sequestrato. La donna arrestata, che pare fosse stata molto vicina alla defunta, dopo le formalità di rito, è stata accompagnata presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari, così come disposto dal Pm, Daniele Paci, titolare dell’inchiesta, dovrà rispondere di tentata estorsione e appropriazione indebita. Al vaglio ci sono le posizioni di alcune persone che sono citate in quelli che si ritengono essere dei falsi testamenti olografi.
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