Più ostile, razzista e xenofoba
degli altri Paesi europei,
l’Italia per Amnesty International
In Italia crescono, più che in altri territori europei, «ostilità, razzismo e xenofobia». A dirlo è stato Paolo Pignocchi, vicepresidente della sezione Italia di Amnesty International, durante la presentazione del “Rapporto annuale 2017-2018” dell’associazione per la difesa dei diritti umani, presentato a Palazzo delle Marche. Attenzione particolare, all’interno dell’articolato lavoro di ricerca che interessa 159 Paesi, è stata data ai problemi dell’immigrazione con dati che confermano la complessità della situazione. Sono 119mila i migranti che hanno raggiunto il Paese nel corso del 2017 (181mila nel 2016), 2.800 quelli morti in mare (4.600 nell’anno precedente), molti salvati grazie all’intervento delle Ong; 130mila le persone che hanno chiesto asilo politico (in aumento rispetto al 2016); 16mila i minori non accompagnati. Si tratta di una parte della più vasta mole di dati utilizzata per disegnare il profilo nazionale.
«Questo incontro si inserisce perfettamente nel percorso di informazione che con il Garante dei diritti stiamo portando avanti ormai da anni − ha evidenziato il presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo − con uno sguardo attento soprattutto alle nuove generazioni. Conflitti, persecuzioni politiche, religiose e nei confronti di migranti e rifugiati determinano costanti violazioni dei diritti. Troppo spesso chi governa gli Stati lede quelli universali, che sono alla base della convivenza civile. I diritti vanno costantemente protetti».
Secondo il Garante dei diritti, Andrea Nobili, «quelli che stiamo vivendo sono anni drammatici che registrano la perdita del senso di umanità. Al cospetto della situazione in cui vengono a trovarsi diversi Paesi – si pensi a Siria, Yemen e Turchia – a volte si chiudono gli occhi, facendo finta di non vedere le corresponsabilità che le hanno determinate. Diventano importanti i messaggi da trasmettere ai ragazzi e per questo è necessario costruire nuove basi culturali di conoscenza e partecipazione. Il lavoro di Amnesty è uno straordinario strumento da presentare nelle scuole».
Paolo Pignocchi, illustrando il rapporto ha fornito una panoramica dettagliata della situazione internazionale, soffermandosi sulle realtà dove la violazione dei diritti è sempre più pesante, ma anche sulla persistente volontà delle persone di lottare per i valori che si vogliono vedere affermarti. Pignocchi non ha mancato di ricordare Giulio Regeni e di rinnovare la richiesta di “verità” sulla sua morte.
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