Battere l’Atletico Ascoli per la continuità.
Maurizi: «Crediamo nelle nostre qualità»

SERIE D - Domani al Del Conero terzo derby consecutivo: i dorici provano a sfruttare le loro stelle per conquistare punti utili alla rincorsa a L'Aquila e Teramo

Agenore Maurizi, tecnico dell’Ancona

Neanche il tempo di brindare al passaggio del turno in Coppa, grazie alla vittoria al Franchi di Siena ai rigori, che l’Ancona s’è rituffata nella preparazione della prossima partita di campionato che domani alle 14.30 al Del Conero la vedrà opposta all’Atletico Ascoli. È il decimo turno, quinto appuntamento in casa per i dorici che, almeno finora, dalle partite giocate davanti al proprio pubblico hanno raccolto poco: 4 punti in altrettante gare. L’ultima sfida interna, infatti, è coincisa con il ko contro il Fossombrone. In trasferta, invece, tutt’altra musica, con 13 punti in 5 sfide. I biancorossi sono reduci dal successo pieno al Bianchelli di Senigallia, uno 0-5 rifilato a domicilio alla Vigor che parla da solo. Nel tour de force settimanale, poi, è arrivata la vittoria di Siena in Coppa, e domani c’è l’Atletico Ascoli di mister Seccardini, formazione sempre ostica che in classifica segue l’Ancona, terza, al sesto posto con tre lunghezze di ritardo sui dorici.

L’Atletico viene da tre risultati utili consecutivi, i successi a Senigallia e in casa con il Lanciano, quindi il pari senza gol di Termoli, la scorsa settimana. Per l’Ancona contano solo i tre punti. Per sfatare il tabù dello stadio Del Conero, dove i dorici finora hanno vinto solo con il Trestina, per dare una gioia ai propri tifosi, presenti anche al Franchi nonostante la partita infrasettimanale. Ma soprattutto per dare continuità al proprio percorso in campionato e cercare di accorciare le distanze da L’Aquila, battistrada del girone F, e dal Teramo, seconda. Le ultime due partite, seguite al ko col Fosso, hanno restituito un’Ancona in gran forma, al netto degli assenti. Alcuni degli infortunati sono sulla strada del progressivo recupero, Maurizi dovrebbe ritrovare nelle prossime settimane protagonisti importanti e pronti a sostenere la causa biancorossa. Nel frattempo sa di poter contare su una squadra che, grazie alle sue stelle ma anche alla modifica del modulo, ha trovato maggiore compattezza ed efficacia, come dimostrano i risultati.

Nell’atteso 4-3-1-2 dovrebbero trovare posto il portiere Mastrangelo, il terzino Scarfò e dall’altra parte Virdis o Calisto, in mezzo alla difesa Morri e Sbardella. A centrocampo Pecci, Proromo e Serra, trequartista Chiucchiuini, più avanti Manuzzi e Pupo Posada, oppure Manuzzi e Gueye, a seconda delle scelte di Maurizi anche in funzione del gioco degli avversari. Per l’Ancona è il terzo derby consecutivo – Coppa esclusa – dopo quelli con il Fossombrone e con la Vigor. Negli ultimi due anni il bilancio delle sfide con l’Atletico parla nettamente in favore dei biancorossi, che hanno vinto quattro volte e ne hanno persa una. Al Del Conero arbitrerà Francesco Fermo di Torre Annunziata, con lui gli assistenti Mario Cammarota di Nola e Vincenzo Ferrara di Castellammare di Stabia.

«Il calcio è una metafora di vita e la cosa più giusta è fare il meglio possibile, indipendentemente dai calcoli». Così Maurizi torna sulla vittoria in Coppa a Siena, inseguita e voluta anche per rispetto dei tifosi arrivati in Toscana, pur sapendo che la fatica potrebbe presentare il conto già con l’Atletico Ascoli. Per questo alcuni giocatori sono rimasti a riposo o hanno avuto solo qualche minuto nel finale. Il tecnico avverte che sbagliare i tempi del recupero crea problemi e che servono specialisti per gestire questa fase: «Il recupero fisico si può pesare, quello cognitivo no». E chi spende molto mentalmente arriva «cotto di testa». Le ultime vittorie danno fiducia, così come il rapporto con la società, ma la mente umana resta difficile da decifrare e nessuno può prevedere adesso cosa succederà. Sull’avversario: «È la squadra più completa del nostro campionato, ha un’ottima organizzazione di gioco e ottimi calciatori, ma anche noi siamo una squadra molto forte che deve credere molto in se stessa».

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