No Triv sfilano a Palombina
«Non si pesca petrolio nell’Adriatico»

ANCONA – Il corteo dopo che il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi delle Regioni contro le ricerche di idrocarburi. Tra Ancona e Falconara la passeggiata di un centinaio di attivisti del movimento marchigiano TrivelleZero

 

“Non si pesca petrolio nel nostro mare”. Uniti con questo slogan, un centinaio di attivisti del movimento “TrivelleZero delle Marche”  hanno sfilato questa mattina tra Ancona e Falconara, lungo la spiaggia di Palombina. Un flash mob andato in scena in contemporanea in otto città tra Emilia, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto i ricorsi delle Regioni contro le ricerche di petrolio nell’Adriatico. La decisione della magistratura riapre nelle Marche il progetto di installazione della piattaforma Eni “Bianca& Luisella” nel tratto di mare a confine tra Marche ed Emilia Romagna, al largo di Pesaro, ma gli ambientalisti sono preoccupati anche per il possibile impiego della tecnica dell’air gun per la ricerca di idrocarburi, consentito in undici siti da parte del ministero dell’Ambiente, compresa la costa adriatica delle Marche. Il progetto più vasto è quello della Spectrum Geo Ltd, approvato con Decreto Ministeriale 103 del 3 giugno 2015, per due aree, una da Rimini al nord del Gargano e l’altra a sud del Gargano fino al Canale di Otranto, per un totale di circa 3 milioni di ettari. “L’air gun è una tecnica di ricerca di idrocarburi estremamente dannosa per la fauna marina, come dimostrato da decine di studi, a partire dagli effetti negativi su cetacei, pesci e tartarughe – sostengono gli ambientalisti del movimento -. Uno dei più recenti ha confermato che durante le violente esplosioni di aria compressa si aprono “buchi” di zooplancton, la base della catena alimentare del mare, a destra e a sinistra per 1,2 km! Si consideri che le barche che realizzano queste prospezioni compiono decine e decine di passaggi su linee parallele. Questo fa capire il potenziale impatto sulla biodiversità e sulla pesca in Adriatico, a parte l’assurdo di indirizzare questo mare per i prossimi decenni a future perforazioni alla luce dei risultati che potrebbero avere queste prospezioni, con buona pace degli accordi di Parigi sul clima”.

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