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Chiude la sede di Jesi
della Camera di Commercio

RIFORMA – Entro il 31 maggio l’ente camerale non avrà più l’ufficio distaccato al centro direzionale Zipa. Per le imprese resterà il punto di Fabriano. Il presidente Cataldi: “Scelta impopolare che ci allontana dai territori, ma siamo costretti per legge”
martedì 14 marzo 2017 - Ore 14:28
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Il centro direzionale Zipa a Jesi

 

Dopo la chiusura dell’Unioncamere Marche la complessa riforma del sistema camerale voluta, nelle modalità e nei tempi, dal governo va avanti con un’altra serrata: la dismissione della sede distaccata di Jesi della Camera di Commercio al centro direzionale Zipa. “Il decreto legislativo 219/2016, attuativo della delega per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di Commercio, ci ha imposto una razionalizzazione delle sedi distaccate e quindi la chiusura di almeno una delle due nostre sedi fuori dal capoluogo (oltre che a Jesi la Camera di Ancona è presente a Fabriano) – spiega l’ente camerale -. Si tratta quindi di un intervento obbligato pur nella consapevolezza di togliere all’utenza comunque un presidio di grande importanza, come è stato riconosciuto nel tempo da chi ne ha utilizzato i servizi. La scelta di chiudere lo sportello di Jesi, piuttosto che quello fabrianese, è legata al fatto che i costi sostenuti per il funzionamento della sede jesina, pur essendo i locali di proprietà della Camera di Commercio, sono molto più elevati di quelli sostenuti per la sede di Fabriano, ospitata dalla Comunità Montana. Inoltre – prosegue l’ente – l’ufficio di Jesi serve un bacino d’utenza che in parte coincide con quello di Ancona e comunque di parte della provincia, mentre la sede di Fabriano, vista la sua localizzazione strategica per la zona montana, raccoglie, oltre alle aziende dell’entroterra della provincia di Ancona, anche molte aziende delle province di Macerata, di Pesaro e perfino di Perugia”.

Il presidente della Camera di Commercio Ancona Giorgio Cataldi

La sede jesina chiuderà dunque entro il 31 maggio e i 3 impiegati verrà riassorbito negli altri uffici della provincia. “Purtroppo con una riforma così concepita che penalizza le Camere nelle risorse, autonomia e funzioni, assistiamo, come temuto, all’allontanamento del sistema camerale dai territori”commenta il presidente della Camera di Commercio di Ancona Giorgio Cataldi, temendo disservizi e danni alle aziende del territorio. “Ci dispiace enormemente ma siamo costretti per legge a fare scelte impopolari come questa nonostante sia nostra ferma intenzione cercare di limitare il disagio delle imprese e mantenere un rapporto di collaborazione con le istituzioni locali” conclude Cataldi

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