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Claudio Alfonsi pergolese dell’anno

INTERVISTA - L’Ad del Gruppo Fedrigoni ha salvato Fabriano, Pioraco e Castelraimondo. "Subentrare allo Stato nella gestione delle Cartiere Miliani è stato un atto di coraggio: ma oggi il polo è leader mondiale nel settore delle carte valori e per banconote". “Perché rifiutai, a 21 anni, l’assunzione all’Eni come tutti i ragazzi della zona? Perché le raccomandazioni non mi sono mai piaciute”
domenica 19 Mar 2017 - Ore 17:22
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Claudio Alfonsi (foto UniUrb)

Dall’inviato Maurizio Verdenelli  

“Le raccomandazioni non mi sono mai piaciute. Così dissi no per due volte pure ad Enrico Mattei. E cestinai la lettera d’assunzione arrivata dall’Eni, lavoravo infatti già alla cartiera Vita Mayer di Milano e qualche mese prima avevo già detto il primo ‘no’. Rinunciando ai gradi di capitano del Matelica ed anche a giocare a calcio. Al Matelica ero arrivato dal Pergola. I dirigenti mi fecero una proposta che davvero non si poteva rifiutare: ‘Alfonsi, tu come perito puoi insegnare alla scuola tecnica cittadina, ti prendi la laurea in Economia e Commercio e poi ti facciamo assumere all’Eni (Erano i tempi che Snam stava per: Sono nato a Matelica ndr). Tutto accadeva nel 1960 e l’Eni era stato fondato dallo stesso presidente matelicese: il potentissimo ingegner Mattei. Presi una settimana di tempo. Il Matelica doveva andare a giocare a Cagli, la domenica successiva. E quegli stessi dirigenti trovarono sul pullman della squadra mio padre che gli riconsegnava i miei indumenti di gioco”.

Claudio Alfonsi, 77 anni, la laurea l’ha presa honoris causa, nel 2014 ad Urbino dalle mani del rettore Viberto Stocchi in ‘Economia e Gestione Aziendale’ con la stessa motivazione utilizzata ieri sera al teatro Angel Dal Foco per l’attribuzione del riconoscimento ‘Pergolese dell’anno’: “Per l’impegno costante dimostrato nel corso degli anni nei confronti di Pergola, l’opera svolta per la sua valorizzazione e il lustro dato alla Città”. La laurea, in realtà non gli era mai servita per diventare il Mago mondiale del settore il cui primo successo è stata l’invenzione di una carta bioadesiva che ‘tenesse’ davvero incollata al pavimento la moquette. Di più della laurea, al ‘perito tecnico’ Alfonsi è servito il diploma conseguito  all’Istituto tecnico industriale per ‘cartari’ di Fabriano. E soprattutto, per una carriera prodigiosa, il suo genio autentico nato all’ombra dell’antica cartiera Fabriano (amatissima da Montale che la considerava superiore a tutte, cui dedicò un celebro verso) e da lui letteralmente salvata “con un vero e proprio atto di coraggio” nel 2002 come ad di Fedrigoni per cui lavora da 37 anni. Il gruppo è un vero colosso nel settore: 2.800 dipendenti, fabbriche in Italia, Spagna, Brasile ed Usa, un cammino industriale lungo 128 anni.

Una veduta di Pergola

“La carta Fabriano” rimane adesso, non a caso e non solo nel nome, l’unico brand (non erano pochi) sopravvissuto nell’ex capitale del ‘miracolo economico marchigiano’. Il processo di lavorazione della filigrana, eccellenza tutta fabrianese, gli è intanto servita a stampare ora le rupie di carta in esclusiva per l’India. Alfonsi è in corsa da quando aveva 21 anni, dopo aver lasciato Pergola, guardando sempre davanti, al futuro come l’Uomo cui aveva detto no. Famiglia modesta “dove i sacrifici erano quotidiani, il superfluo mai” ha il perito tecnico Claudio ha bruciate le tappe: assistente di turno, capo linea, capo allestimento, capo fabbricazione, direttore di stabilimento in quattro primarie aziende industriali del settore cartario. Una corsa senza soste senza mai dimenticare l’ombra del monte Catria nelle ‘Marche dimenticate’, in un enclave umbro, l’eugubina Pergola, culla della famiglia del grande Giovan Battista Pergolesi, e in tempi moderni di una ‘rivoluzione industriale’ straordinaria che ebbe in due grandi amici, Enrico Mattei ed Aristide Merloni, i suoi eroi. Alfonsi, da quasi tre anni il dottor Claudio, è stato sempre il primo della classe, anche nel calcio ed era normale e suggestivo che guidasse il colosso veronese e tornasse ieri come ‘profeta in patria’ in quella cittadina natia mai dimenticata e dove conserva ancora la casa.

La cartiera di Pioraco oggi fortemente lesionata dal sisma

Ha salvato una parte vitale della ‘Città della carta’ acquisendo dal Poligrafico e Zecca dello Stato la ‘Miliani’: 753 anni di storia finiti sull’orlo del baratro. Rimessi in piedi i due stabilimenti di Fabriano e di Rocchetta “non è stato certo trascurato – dice – il sito produttivo di Pioraco, nel Maceratese, attivo fin dal XIV secolo. Da stabilimento passibile di interesse solo dal punto dell’archeologia industriale, per la sua ubicazione ed il suo anacronistico lay-out comportante notevoli inefficienze operative e costi eccessivi, ma con un punto di forza rappresentato dalla presenza di maestranze altamente qualificate e fatto ancora più importante, fortemente legate ì all’azienda, il gruppo Fedrigoni lo ha rivalutato, trasformandolo in un punto di eccellenza”. “Nel programma di interventi – prosegue Alfonsi – è rientrata anche la costruzione a Castelraimondo di una nuova unità nella quale sono state delocalizzate alcune lavorazioni di allestimento della carta prodotta nello stabilimento di Pioraco, in primis carta da disegno e cartoncini colorati, penalizzati dalla ristrettezza degli spazi e dai costi di movimentazione a causa del lay-out infelice. Castelraimondo, prima timidamente e poi, vista la progressione degli ordini, si è puntato a trasformarlo in un polo cartotecnico di prim’ordine. Partendo da tale presupposto, si è visto che la nostra cartotecnica aveva prospettive positive in quanto poteva beneficiare delle economie di scala rese possibili dall’essere integrata con un produttore di semilavorato, tra l’altro di qualità e della disponibilità di una rete commerciale presente in tutto il mondo”.

I conti? “Tutti d’oro. A distanza di pochi anni dall’inizio di questa nuova avventura registriamo volumi di crescita importanti. Lo scorso anno il fatturato si è incrementato del 50% rispetto al 2015 ed altrettanto è previsto per il 2017. In sintesi: il fatturato del 2001 da 329 a 1.227 milioni di euro. In poco più di 10 anni, il personale operante nelle Marche è stato ridotto del 20% mentre la produttività pro-capite è migliorata del 112% con un recupero delle capacità reddituali incredibile”. Il polo fabrianese-maceratese, produttivamente come si inserisce nel  Gruppo?  “Innanzitutto nel settore delle carte valori e per banconote. Da una posizione marginale, in pochi anni la cartiera Miliani è diventata una dei principali leader di mercato in grado di competere a livello mondiale alla pari con competitors di gran lunga più solidi e radicati”.

Claudio Alfonsi premiato Pergolese dell’anno (foto PergolaInforma)

Ieri pomeriggio in teatro, tutta Pergola ha applaudito entusiasta il proprio Steve Jobs premiato dal sindaco Francesco Baldelli. Quasi alle lacrime, il ‘Pergolese dell’anno’: “E’ con orgoglio e con profonda commozione che vivo questo momento”. La famiglia marchigiana Alfonsi che nella saggezza e nella modestia sapeva crescere dopo la guerra i suoi talenti aveva sul palco in Luigia e Cinzia Alfonsi, le figlie di Claudio, la sua prosecuzione ideale. Letteralmente euforico il presidente di ‘Pergola Nostra’ cui si deve l’ideazione del premio, Ritaldo Abbondanzieri, anch’egli sul palco. “E’ stata quasi una scoperta casuale considerata la riservatezza tutta marchigiana del dottor Alfonsi che peraltro, vivendo a Verona, ha mantenuto vivi i rapporti con la nostra cittadina. Siamo al sesto anno ed abbiamo un bilancio brillante. I nostri premiati? Giuseppe Lancia, un ex muratore emigrato, ora a capo di un’impresa per il recupero dei beni artistici famosa nel mondo; Enrico Veschi, già direttore generale delle Poste di recente scomparso; Enzo Magnani, fondatore di Mep spa, leader mondiale nel settore segatrici per metalli; Walter Valentini, pittore, scultore, incisore, grafico di grande fama; Simone Massi, un David di Donatello per il cortometraggio”. “Siamo felici – dichiara da parte sua, il vicepresidente Giampiero Buratti – ci verrebbe voglia di stappare una bottiglia di champagne con le etichette stampate dal ‘Pergolese dell’anno’. Lo sa che Fedrigoni è monopolista del settore avendo il brevetto mondiale della speciale procedura necessaria per la vestizione dello champagne?”. Cin cin, allora.

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