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Due anni per tornare a casa,
gli sfollati di via Vallemiano
in affitto

ANCONA - I civici 27 e 29 restano inagibili, ancora in corso le verifiche per la compilazione delle schede aedes. Dopo i primi mesi in hotel, da gennaio la maggior parte della famiglie ha scelto di trasferirsi in appartamento contando sul contributo autonomo di sistemazione. L'iter per rientrare nelle proprie abitazioni sarà lungo
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Verifiche antismiche dei vigili del fuoco (foto d’archivio)

 

di Agnese Carnevali

Due anni per tornare a casa. Ci vorrà ancora parecchio tempo prima che gli sfollati di via Vallemiano 27 e 29, i condomìni danneggiati dal sisma del 30 ottobre scorso possano trasferirsi nel loro appartamento. A quasi sei mesi dal terremoto che ha reso inagibile i due civici di via Valle Miano, i proprietari delle abitazioni hanno dovuto trovare un’altra sistemazione. E non sarà una cosa breve. «Ci hanno detto che il persorso sarà lungo. L’ingegnere che abbiamo scelto non ha ancora terminato lo schema aedes per capire l’ammontare dei danni e gli interventi necessari». Così spiega Valeria Ciattaglia. I suoi genitori, suo fratello ed i suoi cugini sono tra le 28 famiglie che hanno dovuto lasciare la loro abitazione giudicata inagibile per i danni causati dal terremoto. Dopo alcuni mesi passati in albergo tra l’hotel Touring di Falconara ed l’hotel Rosa della stazione di Ancona, la maggior parte dei condomini ha scelto di usufruire del contributo autonomo di sistemazione. Un aiuto economico per il pagamento dell’affitto. Da gennaio quasi tutte le famiglie si sono trasferite in appartamento, solo un paio di famiglie hanno continuato a rimanere in hotel. «Il trattamento è stato eccezionale – riprende Valeria -, ma i miei genitori sono persone anziane, 85 e 81 anni, e la situazione in hotel, fra l’altro a Falconara e non in città, era pesante. Così a gennaio abbiamo optato per un appartamento in affitto, anche se il cambiamento non è stato facile, come non è stato facile recuperare i beni, nonostante il grande aiuto dei vigili del fuoco. La nostra casa – prosegue ancora – piena di ricordi è ridotta molto male e ogni volta che siamo andati per prendere il necessario è stato disarmante. Non sappiamo se e quando i miei potranno tornare a casa. Ci hanno detto non prima di un paio di anni». A seguire le operazione per l’accertamento dei danni un ingegnere di fiducia scelto dai condòmini. «Appena avrà accertato la situazione dovremo fare un’assemblea per definire gli step successivi. Nel frattempo speriamo che il contributo di autonoma sistemazione non decada. Abbiamo molti dimori al riguardo».

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