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L’Inps taglia i fondi,
da lunedì i Caf sospendono l’Isee

PROTESTA – I centri di assistenza fiscale Cgil, Cisl e Uil interrompono il servizio per opporsi alla riduzione dei finanziamenti statali. “Scelta sofferta, ma non possiamo lavorare in perdita” commentano. Disagi per le 74mila famiglie nelle Marche, 25.800 nella provincia di Ancona, che lo scorso anno si sono rivolte ai sindacati per avere un aiuto. L'alternativa ai Caf è rivolgersi a pagamento ai commercialisti
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Da sinistra, il segretario Cisl Mariella Tonti, il segretario Cgil Daniela Barbaresi, i responsabili Caf Paolo Santini (Cisl), Aldo Benfatto (Cgil) e Andrea Catalani (Uil)

Da lunedì 15 maggio i Caf non compileranno più i moduli Isee. I centri di assistenza fiscale incrociano le braccia e bloccano la dichiarazione necessaria per ottenere agevolazioni, bonus e calcolare le tariffe dei servizi pubblici. Il motivo della protesta? Il taglio dei finanziamenti deciso da Inps e Ministero del lavoro. Oggi l’Isee agli sportelli Caf dei sindacati non si paga, il costo viene rimborsato dallo Stato. Con la riduzione dei fondi, i cittadini rischiano di dover pagare di tasca propria. “Abbiamo preso una scelta sofferta, ma non possiamo lavorare in perdita. Siamo aziende che sottostanno alla regole del codice civile, dobbiamo chiudere i bilanci in pareggio” commentano i responsabili dei Caf Paolo Santini (Cisl), Aldo Benfatto (Cgil) e Andrea Catalani (Uil) che stamattina hanno spiegato le ragioni della protesta. La decisione è stata presa all’unanimità dalla consulta nazionale dei Caf, non solo da quelli delle sigle sindacali. In pratica, da lunedì solo i commercialisti potranno compilare gli Isee, oppure i cittadini dovranno provarci da soli, con l’aiuto di Comuni e Inps. Sarà un disagio per circa 74mila famiglie marchigiane, quasi 26mila solo nella provincia di Ancona, che nel 2016 si sono rivolte ai Caf dei sindacati per ottenere l’indicatore di situazione economica equivalente (Isee), il requisito per accedere ad una miriade di servizi pubblici e per calcolare le agevolazioni fiscali. A fine 2016 è scaduta la convenzione con l’Inps che permette ai Caf di elaborare i dati reddituali dei cittadini, al tavolo del rinnovo l’Inps ha proposto un taglio del 30% per i rimborsi: da 13,45 euro lordi dello scorso anno si passa a 9,60 euro lordi per ogni pratica. Proposta respinta dai centri di assistenza fiscale, che nelle Marche impiegano fino a 500 persone durante i periodi più impegnativi per le dichiarazioni dei redditi. “Abbiamo un costo industriale di 23 euro all’ora per questo servizio, con questa proposta non possiamo lavorare” spiega Santini. Senza contare, che in mancanza del rinnovo della convenzione con lo Stato, i Caf non potrebbero nemmeno trattare i dati dei cittadini per privacy. Giovedì nuovo incontro con l’Inps a Roma, dopo l’annuncio della protesta i centri di assistenza fiscale sperano di poter trovare un accordo nazionale per ripristinare il servizio. Altrimenti, da lunedì la compilazione dell’Isee sarà sospesa a tempo indeterminato.

(E.Ga.)

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