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Mangiano tonno avariato:
in 10 all’ospedale

I casi a Fabriano, Senigallia e Castelfidardo. Il servizio igiene dell’Asur ha ritirato dal commercio due lotti di pesce prodotti da una ditta estera che avevano causato la reazione allergica a causa della cattiva conservazione
venerdì 12 Maggio 2017 - Ore 12:27
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Il pronto soccorso di Fabriano, foto d’archivio Giusy Marinelli

 

Il servizio igiene alimenti di origine animale dell’Asur Area Vasta 2 ha ritirato dal commercio due lotti di tonno che nelle ultime due settimane hanno causato 10 casi di sindrome sgombroide, una patologia che si manifesta come una reazione allergica con arrossamenti della pelle, fino a cefalee e malessere. Di questi casi ne sono stati segnalati due al pronto soccorso di Fabriano, quattro a Senigallia e quattro alla guardia medica di Castelfidardo, dallo scorso 27 aprile. La reazione è dovuta ad una elevata quantità di istamina, sostanza che si accumula nei pesci in seguito ad una sbagliata conservazione. I pazienti hanno dichiarato di aver consumato tonno decongelato, quasi tutti lo avevano cotto, un paio di loro invece lo avevano mangiato crudo. La cottura non mette comunque al riparo dai batteri che si accumulano durante la cattiva conservazione del pesce, l’istamina non viene smaltita nella cottura. Il Servizio Veterinario Igiene degli Alimenti dell’Area Vasta 2 si era immediatamente attivato per i provvedimenti del caso e aveva effettuato le analisi che avevano confermato la presenza di istamina. Erano stati individuati due lotti coinvolti, prodotti da un’unica ditta estera; le aziende italiane che avevano distribuito il prodotto nell’Area Vasta 2 avevano immediatamente attivato le procedure di ritiro-richiamo. L’Asur conferma che i prodotti incriminati non sono più in commercio, anche perché ormai hanno superato la data di scadenza per poter essere venduti.

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