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Crollo in A14,
la procura e i tecnici
sul ponte della morte

ANCONA - In mattinata è stato firmato l'incarico, disposto per una integrazione di consulenza tecnica, chiesta dal pm Irene Bilotta, come atto irripetibile. Magistrato e ctu hanno raggiunto l'autostrada per i rilievi, nel primo pomeriggio. Il sopralluogo è andato avanti per più di due ore. Chiuso parte del tratto sulla corsia sud per operare in sicurezza e successivamente il tratto sulla corsia nord
giovedì 18 maggio 2017 - Ore 16:18
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Il pm Irene Bilotta al sopralluogo sul ponte crollato

 

I rilievi con il laser effettuati dall’ingegnere e dall’architetto dell’università Politecnica delle Marche

 

di Marina Verdenelli
(Foto Giusy Marinelli)

È stato conferito questa mattina l’incarico per una integrazione di consulenza tecnica, chiesta dal pm Irene Bilotta, come atto irripetibile, sul ponte 167 della A14 crollato nel tratto tra Ancona sud e Loreto lo scorso 9 marzo (leggi l’articolo). Firmati gli atti i consulenti, il pm e gli avvocati dei 41 indagati, insieme alle forze dell’ordine, hanno raggiunto il ponte sulla corsia sud del tratto autostradale. È stata effettuata solo una breve perizia, andata avanti per circa due ore su entrambi i lati. Si ritornerà sul luogo la notte tra il 29 e il 30 maggio. La struttura è ancora sotto sequestro giudiziario.
Quatanta persone sono partite dal tribunale per arrivare in A14. Per far passare tutto il gruppo è stata chiusa momentaneamente la corsia in direzione sud, da dopo il casello, e deviato il traffico normale sulla corsia nord istituendo un doppio senso di marcia. Uguale procedura è stata attuata per il sopralluogo sul lato opposto di carreggiata. Al lavoro la polizia autostradale di Porto San Giorgio. La consulenza integrativa servirà per accettare le cause del crollo dopo le prime perizie effettuata dall’ingegnere Luigino Dezi sempre incaricato dalla Procura per la prima ctu e l’esperto di appalti Michele Pierri oltre al consulente in infortunistica stradale Fabio Beciani.

Il sopralluogo in corso

Attorno alle 14 sono arrivati i primi tecnici dell’Università Politecnica delle Marche, della squadra dell’ingegnare Dezi, per i rilievi laser che consentiranno di effettuare misure precise sul posizionamento del ponte, attraverso quello che resta. Le misurazioni verranno comparate con i progetti iniziali. Sul posto, con la strumentazione, l’architetto Paolo Clini, un ingegnere e un tecnico.
Alle 15,30 sono arrivati i consulenti con il pm Irene Bilotta, scortati dalla polizia e diversi avvocati. Una ventina di auto. Per il crollo della struttura ci sono già i nomi dei primi 41 indagati (leggi l’articolo) tra i quali i responsabili delle ditte che stavano lavorando al ponte, incarico affidato alla Delabech in subappalto da Pavimental, la società controllata da Autostrade per l’Italia. I reati al momento contestati sono il disastro colposo, la cooperazione colposa in omicidio, le lesioni colpose ai danni dei tre operai romeni rimasti feriti, lesioni gravi commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Il crollo del ponte è costato la vita a due coniugi ascolani, Emidio Diomede e Antonella Viviani. I figli, che si sono costituiti parte civile, sono assistiti dall’avvocato Vincenzo Maccarone. Nel crollo erano rimasti feriti tre operai della ditta Delabech.

La chiusura dell’autostrada ha comportato forti rallentamenti lungo il tratto autostradale e anche lungo la statale Adriatica.
(Servizio aggiornato alle 18,40)

 

Il pm Irene Bilotta

Maria Lucia Conti, direttore generale del provveditorato interregionale alle opere pubbliche Toscana Marche Umbria

L’ingegnere Luigino Dezi (al centro)

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