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Bimbo morto d’otite, il primario:
“Un antibiotico l’avrebbe salvato”

TRAGEDIA – Caso segnalato al tribunale dei minori di Ancona e alla procura di Urbino. Il direttore rianimazione pediatrica Santelli: “Tentativi disperati da parte nostra. Il bimbo era in coma già da martedì. Infezione causato da un batterio comune, sarebbe potuto succedere anche a un adulto non curato adeguatamente”
sabato 27 Maggio 2017 - Ore 15:44
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Il primario di rianimazione pediatrica Fabio Santelli

 

di Federica Serfilippi

«Il bimbo è arrivato al Salesi già in coma. Da parte nostra, c’è stato un tentativo disperato di aspirazione dell’ascesso cerebrale e della riduzione della pressione endocranica, ma tutto quello che abbiamo fatto non ha dato il risultato sperato. Anche l’immediata somministrazione antibiotica non ha risolto la gravità del caso». È così che il dottor Fabio Santelli, direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione pediatrica del Salesi, ha commentato la vicenda del bimbo di 7 anni clinicamente morto a seguito di un’otite curata con dei prodotti omeopatici (la notizia è uscita mercoledì sera su Cronache, leggi l’articolo). Lo ha fatto questa mattina, nell’androne del materno infantile, dopo aver letto l’ultimo bollettino medico riportante «l’assenza di attività elettrica» del piccolo paziente, a seguito della quale «si è provveduto a convocare la Commissione per l’accertamento della morte cerebrale». Probabilmente, per salvare il piccolo sarebbe bastato un antibiotico, somministrato pochi giorni dopo aver rilevato il peggioramento delle sue condizioni di salute. A farlo intendere è un particolare: «L’infezione da otite è stata causata da un batterio comune. Se non curata adeguatamente – ha detto Santelli – la stessa cosa sarebbe potuta succedere anche a un adulto». E ancora: «Penso che al di là delle convinzioni personali, se il quadro clinico peggiora con l’uso di medicine alternative non penso sia il caso di aspettare molti giorni prima della somministrazione di una cura antibiotica». Quando è arrivato ad Ancona, dopo il trasporto d’urgenza dall’ospedale di Urbino, le condizioni del piccolo erano già disperate. «Era in coma dal pomeriggio precedente» ha confermato il direttore. Sul caso, indaga la magistratura. La segnalazione agli inquirenti è partita giovedì pomeriggio proprio dal materno infantile di via Corridoni. Interessata sia la procura dei minorenni, ad Ancona, sia quella di Urbino. Servirà chiarezza per definire eventuali responsabilità e, soprattutto, l’esistenza di un nesso causale tra la cura omeopatica e il decesso. Attesa nei prossimi giorni la denuncia dei familiari del bimbo nei confronti del medico che avrebbe consigliato dei prodotti omeopatici per combattere l’otite.

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