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Maturando con il cellulare all’esame,
il caso arriva agli ispettori
dell’ufficio scolastico

OSIMO - La vicenda segnalata da un gruppo di genitori e dalla consigliera Maria Grazia Mariani sarà approfondita dall'istituzionle scolastica regionale. La giurisprudenza in materia però gioca a favore del ragazzo: finora nessun esame di maturità invalidato per sequestro di smartphone
martedì 11 Luglio 2017 - Ore 20:35
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Liceali del Campana Corridoni (foto d’archivio)

Studente sorpreso con il cellulare durante la prova di matematica al liceo Corridoni-Campana di Osimo (leggi l’articolo), il caso arriva sul tavolo degli ispettori dell’Ufficio scolastico regionale delle Marche. Ma per l’invalidazione della prova e, dunque, le conseguenti esclusione del liceale dall’esame di maturità e bocciatura, non sarebbe bastata la solo applicazione del regolamento da parte della commissione d’esame. A sollevare il caso e a chiedere sanzioni per il ragazzo una rappresentanza dei genitori, di cui si è fatta portavoce la ex rappresentante di istituto e consigliera comunale, Maria Grazia Mariani. La giurisprudenza non vede alcun precedente di studente condannato con l’invalidazione dell’esame di maturità, nei casi di vicende simili. In più di un’occasione, il giudice ha sostenuto che la sola detenzione, ma anche l’uso del cellulare durante la prova non implicherebbe, di fatto, il tentativo di frode da parte del diplomando. Dovrebbe infatti essere accertato il tentativo del ragazzo a reperire informazioni utili alla soluzione della prova. A dettagliare la casistica e riportare le sentenze che hanno fatto scuola, Piergiorgio Lupparelli, nel suo “Manuale del perfetto presidente di commissione d’esame”. In una senteza del Consiglio di Stato del 2012, relativa ad una ragazza sorpresa a “colloquiare con il cellulare durante la prova d’esame”, si invita anche a tenere conto dello “stato d’ansia della giovane”. In altri verdetti, è stata l’analisi dei tabulati telefonici a scagionare gli imputati non evicendosi elementi compatibili con il tentativo di frode. Inutile dunque il divieto all’uso delle tecnologie ed il regolamento? Intanto il caso è arrivato sul tavolo degli ispettori dell’Ufficio scolastico regionale delle Marche.

(A. C.)

 

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