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Tecnowind, l’incontro al ministero
bocciato dai sindacati:
“L’acquirente si sta tirando indietro”

FABRIANO - Fiom, Fim e Uilm delusi da quanto emerso a Roma: "Un passo indietro nella vertenza, chiediamo il sostegno delle istituzioni per salvare un'azienda che è sempre stata un fiore all'occhiello"
mercoledì 26 Luglio 2017 - Ore 17:35
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Un precedente sciopero alla Tecnowind

 

Tecnowind: il confronto al ministero bocciato dai sindaci. Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil danno un giudizio negativo del tavolo che si è svolto ieri al Ministero dello Sviluppo Economico e che ha visto la partecipazione della vice ministro Teresa Bellanova e del sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli. “Se da un lato – spiegano le organizzazioni sindacali – con l’entrata a regime del concordato e della cassa integrazione straordinari, l’azienda ha raggiunto un suo equilibrio economico, dall’altro si registra che sul fronte delle trattative per l’acquisizione della società, il soggetto industriale che aveva manifestato forte interesse si è tirato indietro, o quantomeno si è preso una pausa per valutare l’evolvere della situazione complessiva. Stando a quanto riferisce l’azienda, ci sono trattative che stanno andando avanti ma nessuna vincolante e si sono manifestati interessi da parte di altri soggetti concentrati però solo su alcuni asset societari, nello specifico all’acquisizione della parte estera ( Cina e Romania). Questa soluzione, non considerata privilegiata dall’Azienda, resta comunque in campo”. Nei prossimi giorni la dirigenza chiederà una proroga del concordato di altri 60 giorni: per garantire la sopravvivenza del sito di Marischio serve un introito di capitali che va dai 4 ai 6 milioni di euro. “Quanto emerso nell’incontro – continuano i sindacati – è un pesante arretramento della vertenza e chiediamo alle istituzioni  tutto il sostegno possibile nella gestione della trattativa”. A fine riunione è stato convocato un aggiornamento del tavolo previsto per il 12 settembre, sempre al ministero, “durante il quale è stato chiesto all’azienda – concludono i sindacati – di presentare il proprio piano industriale in attesa che qualche altro soggetto manifesti il proprio interessamento ad un’azienda che è sempre stato un fiore all’occhiello della produzione di cappe aspiranti nel territorio di Fabriano e che ha come patrimonio una serie di clienti importanti, lavoratrici e  lavoratori che, con le proprie professionalità e con sacrifici, ancora una volta riescono a far quadrare i conti e a garantire quella continuità indispensabile nella fase di procedura concorsuale”.

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