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Vertice in prefettura sui migranti:
28 comuni pronti all’accoglienza

ANCONA - E' emerso dalla riunione plenaria di tutti i prefetti della Regione Marche, con la presenza del presidente regionale Anci, Maurizio Mangialardi, del responsabile immigrazione dell'Anci Emma Capogrossi, e dei vertici provinciali delle forze di polizia
venerdì 28 Luglio 2017 - Ore 17:16
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Il Prefetto Antonio d’Acunto

 

Il prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto, ha presieduto ieri la riunione sulle problematiche di gestione dell’accoglienza dei migranti, aperta a tutti i prefetti della Regione Marche, con la presenza del presidente regionale Anci, Maurizio Mangialardi e del Responsabile immigrazione dell’Anci Emma Capogrossi, nonché dei Vertici provinciali delle forze di polizia. “Il prefetto D’Acunto – si legge in una nota diramata alla prefettura d’Ancona – ha sottolineato l’importanza del lavoro finora svolto d’intesa con Anci Marche nell’obiettivo di una ripartizione equilibrata e diffusa del numero dei migranti sul territorio, che ha evitato il ricorso a soluzioni emergenziali, quali tendopoli. Benché sia cresciuto il numero di Comuni dediti all’accoglienza (nella sola provincia di Ancona, dall’inizio del 2016 ad oggi si è passati da 14 a 28 Comuni su 47), si registrano ancora resistenze da parte di alcuni Enti locali, che l’azione sinergica Anci-Prefetture intende superare. A tal riguardo, si è verificata un’ampia convergenza su ulteriori iniziative rivolte più specificamente ai Comuni totalmente o parzialmente inadempienti rispetto alle quote spettanti in base al piano di riparto concordato tra ministero dell’Interno e Anci”. Al contempo, continuerà l’azione di sensibilizzazione ed assistenza ai Comuni, anche in forma associata, per favorire la predisposizione di progetti Sprar, che consentirà agli stessi Enti di gestire direttamente l’accoglienza. “Si è inoltre convenuto sull’esigenza di riconoscimento della specificità della Regione Marche – prosegue la nota – a seguito dei noti eventi sismici che vedono coinvolti molti Comuni del cosiddetto cratere. Si è infine riscontrata l’opportunità di sviluppare i protocolli d’intesa per i lavori socialmente utili, su base volontaria e senza corrispettivo, che consentano un impiego dei richiedenti asilo proficuo per la collettività”.

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