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Volo fatale con il deltaplano:
l’addio di Senigallia al medico dei bambini

LUTTO - La salma di Paolo Simone arriverà dall'Umbria mercoledì verso mezzogiorno, le esequie si svolgeranno alle 15 nella Cattedrale di Senigallia. Tra le tante attestazioni di affetto anche quella dei colleghi pediatri di famiglia: "Te ne sei andato come volevi vivere, sempre con gli occhi rivolti al cielo"
lunedì 7 agosto 2017 - Ore 15:31
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Paolo Simone

Mercoledì, 9 agosto alle 15, nella cattedrale di Senigallia, l’ultimo saluto a Paolo Simone, il pediatra morto ieri pomeriggio nel tragico incidente in deltaplano sul monte Cucco, nella zona di Costacciaro in provincia di Perugia (leggi l’articolo). “Uomo giusto, scout, amante della pace e della vita’ lo hanno ricordato sul manifesto funebre la moglie Emanuela Sbriscia Fioretti, medico del pronto soccorso dell’ospedale Mazzoni, ed i suoi 4 figli, Giovanni, Sofia, Carlo ed Enrico. La salma arriverà dall’Umbria, qualche ora prima dell’inizio della cerimonia funebre, a mezzogiorno, poi dopo il rito religioso la bara sarà accompagnata al Cimitero delle Grazie dove sarà tumulata. Oltre ad essere un medico apprezzato e stimato da tutti, il dottor Simone era anche capo scout, fondatore e presidente della Scuola di Pace di Senigallia e nel suo passato vantava impegno come medico volontario in Africa.

In questo ore di sofferenza sono state molte le attestazioni di affetto giunte alla famiglie. Tra i tanti gesti di condivisione del dolore e solidarietà spicca quello dei colleghi pediatri di famiglia dell’Area Vasta 2-Senigallia che attraverso un manifesto hanno salutato con “immenso dolore e profondo affetto” il collega, che dopo aver lasciato l’ospedale Mazzoni, aveva deciso come loro di svolgere l’attività libero professionale in convenzione con il sistema sanitario nazionale. “Paolo è stato un amico sincero, un educatore, persona speciale, impegnato quotidianamente, con la sua testimonianza di vita sempre dalla parte giusta, quella dei più piccoli, dei più deboli e dei bisognosi – hanno scritto gli 8 pediatri di famiglia senigalliesi – Ciao Paolo ci mancherai tanto, te ne sei andato come volevi vivere, sempre con gli occhi rivolti al cielo”. Paolo Simone si era laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Torino. Dopo il trasferimento nelle Marche aveva prima prestato servizio come pediatra all’ospedale di Urbino e poi in quello di Senigallia.

Si unisce al cordoglio anche il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi. “La perdita improvvisa e tragica del dott. Paolo Simone lascia dentro me e in tutta la nostra comunità cittadina un vuoto enorme. Un senso di incredulità e di turbamento mi scuote particolarmente e credo che percorra tutti noi per la scomparsa di una persona davvero significativa, una persona vera – scrive il sindaco -. Una grandissima perdita per tutti: per la sua famiglia cui va un fraterno abbraccio di condivisione per un dolore così grande, per le famiglie di cui seguiva con amore e straordinaria sensibilità professionale i piccoli nel suo lavoro di pediatra, per il gruppo scout Agesci di Senigallia che ha sempre seguito e sostenuto, per la città tutta. Senigallia lo ha conosciuto anche per la sua presenza attiva e convinta nella scuola di pace “V. Buccelletti” di cui era tuttora Presidente: era un vero “costruttore di Pace”, capace di analisi mai banali, di spendersi per primo, di essere un punto di riferimento importante per tutti, di avere attenzione ai rapporti e alle relazioni con le persone, di cui sapeva sempre valorizzare il meglio. Lo ricordo ancora come instancabile organizzatore della raccolta di fondi promossa dalla Scuola di Pace per la costruzione di un orfanotrofio in Siria, uno dei temi al centro del programma “Sconfinati” di cui non perdeva occasione di parlarmi e su cui sapeva sempre coinvolgermi e interessarmi – continua Mangialardi -. Una vita ancorata ai valori della pace, della fraternità, della gentilezza, del rifiuto assoluto della violenza; una vita spesa per il rispetto delle differenze e della piena condivisione, tra cui non possiamo non ricordare la sua esperienza di medico volontario in Africa: tutto questo credo ci lasci oggi Paolo Simone, con la sua limpida testimonianza, l’esempio di una vita spesa per gli altri nel segno della pace con il sorriso e la gentilezza che gli erano propri. Credo allora che, nel dramma e nel dolore per quanto successo, il compito della nostra comunità sia quello di non disperdere la preziosa eredità che Paolo Simone lascia alla sua città e a tutti coloro che lo hanno conosciuto”.

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