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Coppia osimana nell’inferno di Barcellona:
“Eravamo vicini al luogo dell’attentato”

TERRORE - Andrea Fattorini era nel negozio dove lavora, a 500 metri da dove è avvenuta la strage. Qui è rimasto barricato con clienti e persone in fuga, impaurite, che ha fatto entrare. La sua compagna, Lucia Calamante di Castelfidardo, con un'amica era a Plaça Catalunya ed è stata travolta dal flusso di gente che piangeva correndo. Era passata poco prima sul punto della Rambla dove il furgone ha ucciso i pedoni
giovedì 17 agosto 2017 - Ore 22:27
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Attentato sulla Rambla a Barcellona: una coppia che lavora nella città della Catalogna, Andrea Fattorini di Osimo e Lucia Calamante di Castefidardo, ha vissuto in presa diretta le ore del terrore. In particolare Lucia che stava passeggiando con un’amica è scampata all’attentato per una manciata di minuti. Andrea, 36 anni, è il figlio minore di Fabio Fattorini, noto commerciante del centro storico di Osimo, e lavora nel negozio dello stilista Philipp Plein a Passeig de Gràcia, ad appena 500 metri dal luogo dove è avvenuto l’attentato. Vive a Barcellona ormai da 3 anni e mezzo e conosce molto bene i ritmi e le aspettative della capitale della Catalogna, anche l’orgoglio e le spinte indipendentiste dei suoi abitanti.

“Ero in negozio quando all’improvviso, poco dopo le 17, ha visto molta gente che correva in uno stato di agitazione, c’era chi gridava, chi piangeva, chi aveva perso una scarpa. – racconta – Li abbiamo fatti entrare nel negozio dove siamo rimasti barricati fino a verso le 20, quando la polizia ha dato il via libera per farci tornare a casa, che ho raggiunto in bus. Sono state ore di tensione: il primo pensiero è stato telefonare a casa a mia madre a Osimo per tranquillizzarla e dirle che stavo bene. Ero invece molto preoccupato perchè Lucia, che sapevo a passeggio con un’amica, aveva il telefonino spento. Ho tirato un sospiro di sollievo solo quando mi ha richiamato appena rientrata a casa. In quel momento ho scoperto che lei si trovava in Plaça Catalunya a 200 metri dal luogo della strage. Se l’obiettivo dei terroristi era quello che gettare nel panico la città, ci sono riusciti perfettamente”.

Lucia Calamante e Andrea Fattorini

In quei frangenti Lucia stava accompagnando un’amica in vacanza a visitare Barcellona. “Eravamo arrivate alla fine della Rambla per andare in uno dei centri commerciali di Plaça Catalunya dove la mia amica voleva acquistare un libro – ricorda la 40enne– In quell’istante vediamo le auto della polizia con le sirene spiegate, le ambulanze e la gente che correva in ordine sparso. Gente terrorizzata, in lacrime. Un uomo ci ha detto di allontanarci, di fuggire ma senza spiegarci perché. Io e la mia amica in un primo momento abbiamo pensato che fosse accaduto un brutto incidente ma poi vedendo tutte quelle persone che scappavano non ci siamo fatte troppe domande e ci siamo messe a correre anche noi. La metropolitana di Plaça Catalunya, però, era già stata chiusa allora di corsa abbiamo raggiunto la fermata successiva, Non c’era nessuno ma siamo salite ugualmente sulla metro, io avevo il telefonino scarico. Quando sono arrivata a casa, noi abitiamo a 200 metri dalla Sagrada Familia, la nostra coinquilina stava davanti alla televisione e solo in quel momento abbiamo realizzato che cosa era successo. Siamo rimaste senza parole. Eravamo passate in quel punto preciso dove il furgone ha fatto strage di pedoni nemmeno mezz’ora prima”. Stanno bene anche l’altro coinquilino dei due ragazzi, l’osimano Daniele Delfini, e una comitiva di giovani osimani che in questi giorni è in vacanza a Barcellona. Oggi pomeriggio nessuno di loro si trovava nei pressi delle Ramblas.

(m.p.c.)

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