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Alluvione di Senigallia, Mangialardi:
«Accuse gravi, sono pronto a chiarire»

INCHIESTA – Il sindaco replica alla conclusione delle indagini che lo vedono imputato di sette capi d'accusa tra cui omicidio colposo plurimo e disastro colposo plurimo. “Resto convinto che abbiamo agito nell'interesse dei cittadini, c'è amarezza per non essere stato ascoltato prima dalla magistratura”
mercoledì 30 agosto 2017 - Ore 17:39
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Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia

 

Alluvione di Senigallia del 2014, il sindaco Maurizio Mangialardi si dice “pronto a chiarire davanti al giudice” la sua estraneità alle accuse. Martedì il nucleo forestale dei carabinieri ha notificato la conclusione delle indagini che vedono 11 indagati tra amministratori, tecnici e funzionari per il disastro ambientale che ha colpito la città nel 2014, causando tre morti e 179 milioni di euro di danni (leggi le conclusioni degli inquirenti). I nomi eccellenti nel registro degli indagati sono quelli del sindaco Mangialardi e dell’ex sindaco Luana Angeloni. Secondo i pm che hanno coordinato le indagini, nell’affrontare l’emergenza ci sono state “gravi carenze e ritardi”, sia nell’attuare i primi soccorsi, sia nel mettere in campo negli anni le necessarie opere di prevenzione del rischio idrogeologico. “Prendo molto seriamente i gravi capi d’accusa stilati dalla Procura nei miei confronti a conclusione delle indagini in merito all’alluvione che ha colpito Senigallia nel 2014 – commenta Mangialardi -. Resto però convinto che l’amministrazione comunale ha sempre agito nell’interesse dei cittadini. L’avviso di garanzia che ho ricevuto ieri non cambia nulla rispetto a questa mia consapevolezza, semmai accresce l’amarezza per non essere stato chiamato a chiarire l’operato della macchina comunale insieme alle altre 118 persone ascoltate dagli inquirenti, come scritto nell’atto notificatomi. Forse in quella sede avrei potuto fornire un contributo utile a far luce rispetto alle ipotesi d’accusa formulate dalla Procura della Repubblica. In ogni caso, ciò che avrei potuto e voluto dire nella fase di indagine lo riferirò davanti al giudice. Ora, per il bene della città, l’auspicio è che i tempi della giustizia siano veloci – conclude il sindaco – e che venga quanto prima accertata la verità rispetto alle contestazioni mosse dalla stessa Procura. Tempi veloci, ma anche, mi sia permesso di dire, maggiore chiarezza. Quella chiarezza che, in questi tre anni e mezzo, non sempre ho potuto riscontrare”.

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