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StrategicAncona, Tartaglia (Ubi):
«Puoi essere il capoluogo
dell’Adriatico centrale»

ANCONA2025 – Presentato alla Mole il piano strategico ed i passaggi chiave per realizzare la città del futuro. Il responsabile di Ubi Banca Centro Sud: “I trend dei finanziamenti si spostano verso la costa e le città medio-grandi. Ancona ha potenzialità maggiori di Rimini, Perugia e Pescara per essere riferimento dell'area che va dall'Emilia all'Abruzzo”
mercoledì 25 Ottobre 2017 - Ore 21:22
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L’auditorium della Mole per la presentazione del piano strategico di stasera

 

di Emanuele Garofalo

(foto di Giusy Marinelli)

Porto, turismo, cultura, servizi pubblici. L’Ancona del 2025 ha le carte in regola per essere la città di riferimento dell’Adriatico centrale. Meglio di Rimini, Pescara o Perugia. Ne è convinto Nunzio Tartaglia, il direttore generale della Banca popolare di Ancona e responsabile per il Centro Sud di Ubi Banca. “Ancona ha le potenzialità per vincere questa scommessa” è la previsione di Tartaglia, lanciata dall’auditorium della Mole, alla tavola rotonda per presentare il piano strategico di Ancona. Città porto, città Mole, città capoluogo, tre titoli che concretamente saranno realizzati con i progetti che vanno dal lungomare nord, passando per la riqualificazione di Archi e Palombella, il recupero del pentagono del Vanvitelli, il waterfront del porto storico e infine la passeggiata “dei due mari” lungo l’asse fino al Passetto, racchiusi in cinque “stanze”. Questa la sintesi di tre anni di processo per disegnare l’Ancona del futuro, partendo da 100 interviste e dalla sessione plenaria del 2015 che ha visto partecipare circa 300 cittadini alla costruzione del piano strategico. Una visione che secondo l’assessore Ida Simonella è già in cantiere, avendo intercettato 75 milioni di euro di finanziamenti statali come premio per le capacità progettuali del Comune.

Nunzio Tartaglia

Auditorium della Mole pieno oggi per ascoltare e vedere i risultati di questo sforzo collettivo, presenti anchei rappresentanti della “cabina di regia” che ha guidato la costruzione del documento: Giorgio Cataldi per la Camera di Commercio, il rettore Univpm Sauro Longhi e il presidente dell’Autorità portuale di sistema del medio Adriatico Rodolfo Giampieri. La città ha imboccato la direzione giusta? Non ha dubbi Nunzio Tartaglia, invitato alla tavola rotonda con il sociologo ed economista Aldo Bonomi e il sindaco Valeria Mancinelli. “Negli ultimi 25 anni abbiamo assistito allo spostamento dei flussi finanziari dall’entroterra verso la costa, oggi il 70% delle aziende marchigiani che fatturano 10 milioni sono sulla costa – ha premesso il manager di Ubi Banca e Bpa -. Nei prossimi 10-15 anni le attività si concentreranno in attività medio-grandi. Significa che aumenterà il peso di città come Roma e Milano, ma sulla costa Adriatica, nell’area che va dall’Emilia all’Abruzzo, Ancona ha le potenzialità per essere città di riferimento. Più dei suoi competitor: Perugia, Pescara e Rimini. E’ una scommessa su cui mi sento di puntare – ha continuato Tartaglia -. I motivi? Per la posizione, per le infrastrutture da capoluogo regionale, per gli ambiti in cui può fare la differenza: città del porto, città dei servizi e del turismo.

Da sinistra Aldo Bonomi, Valeria Mancinelli e Nunzio Tartaglia

Il porto quindi con la sua cantieristica e le sue attività, ma anche i servizi pubblici sono grandi attrattori di flussi: pensiamo alla sanità, con Torrette e l’Inrca, all’Università oppure al mondo giudiziario. Il turismo: non dimentichiamo che Ancona ha la sua storia e Portonovo, con tutto il lavoro di abbellimento della città che si sta compiendo. Le potenzialità ci sono tutte”. Ironica la replica del professore Aldo Bonomi che ha invitato a “non montarsi la testa”. “Vanno bene i flussi finanziari, ma non tutti sono flussi positivi e serve partecipazione: ricordate che non c’è smart city senza social city. Bisogna capire come costruire la città-regione con dolcezza, perché conosco anche i localismi di questo territorio” ha concluso Bonomi, indicando come figure di riferimento due grandi anconetani, Giorgio Fuà e Sergio Anselmi. La provocazione è stata raccolta dal sindaco. “I flussi finanziari cerchiamo di orientarli, come è successo per il Lungomare Nord” ha replicato Mancinelli, ricordando che le esigenze di Rfi per la linea Adriatica e Autorità portuale per il dragaggio dei fondali sono stati intercettate per dotare la città di uno spazio urbano e rafforzare il piede della frana di Palombella. Per il sindaco Mancinelli, questo piano strategico è stato un percorso di ascolto “ma non populista”. “Sono stati addensati le percezioni, le idee, i sentimenti. Di tutti? No, ma ci sono elementi identitari comuni. Fino a dieci anni fa l’affermazione che la città è il suo porto non era per nulla così” ha commentato il sindaco.

Ancona 2025: la giunta Mancinelli anticipa la città che sarà

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