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Pittrice scomparsa, il figlio:
«Mio padre
non le avrebbe mai fatto del male»

ANCONA – Simone Santoleri ha preso la parola questa sera all’interno della trasmissione Chi L’ha Visto?, ripercorrendo il rapporto turbolento con la madre e i fatti di quel 9 ottobre, quando Renata era scesa a Giulianova per andare a trovarlo. Ma una litigio furibondo con l’ex marito aveva interrotto bruscamente la visita. Il viaggio di ritorno si interrotto a Loreto
mercoledì 1 Novembre 2017 - Ore 22:53
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Renata Rapposelli

«Cosa può essere successo a mia madre? Non lo so, essendo molto credente forse si è rinchiusa in qualche convento. Mi manca, spero che torni e soprattutto che non le sia successo nulla. Mio padre non le avrebbe mai potuto farle del male». Sono le parole dette poco fa a Chi L’ha Visto? da Simone Santoleri, il figlio di Renata Rapposelli, la pittrice abruzzese di cui si sono perse le tracce lo scorso 9 ottobre dopo un furibondo litigio avuto con l’ex marito per questioni economiche. Simone è comparso in trasmissione tramite un collegamento da Giulianova, affiancato dall’avvocato Gianluca Carradori, lanciando un appello ai telespettatori e ripercorrendo il rapporto non proprio idilliaco avuto con la madre, sopratutto durante l’adolescenza. Fuori dagli schermi, l’ex coniuge di Reny, Giuseppe Santoleri, reduce da un ricovero in Psichiatria avvenuto il 16 ottobre, ovvero il giorno in cui gli amici della pittrice hanno sporto denuncia di scomparsa.

Simone Santoleri

Il 9 ottobre, la 64enne era scesa a Giulianova per andare a trovare il figlio che non stava bene. Ad avvisarla dei problemi di salute era stato l’ex marito. «Dopo avermi ringraziato – ha raccontato l’amica Donatella Giambartolomei – di aver pregato per il figlio, mi aveva chiesto se era il caso  di partire per Giulianova e che il marito voleva tornare con lei, anche se Renata non se la sentiva». Alla fine, la pittrice sul treno ha deciso di salirci. Alle 13.02, l’arrivo in Abruzzo. Ad accompagnarla a casa del figlio è stato Giuseppe a bordo di una Fiat 600, la stessa che poi utilizzeranno per il viaggio di ritorno. Una volta arrivati a destinazione, è nato un litigio furioso dovuto a questioni economiche e all’assegno di mantenimento post separazione. «Dato che i nostri non sono mai stati buoni rapporti, non mi aspettavo di vederla. Il fatto che io stessi male – ha detto Simone – sembrava non le importasse. Dopo aver sentito i miei genitori discutere, gli ho detto di andarsene. Mio padre s’è offerto di accompagnarla fino ad Ancona, prendendo la statale». Attorno alle 14.30, la partenza. La tensione tra gli ex ha toccato il culmine a Loreto, dove Renata voleva fermarsi per andare a pregare. «Mio padre ha detto di averla lasciata a circa 2-3 chilometri dalla basilica». Poi  è tornato indietro, arrivando in Abruzzo attorno alle 17.30. Ma per un viaggio di andata/ritorno Giulianova/Loreto ci vogliono almeno 4 ore passando dalla statale. Un particolare: a seguito di quel viaggio, la 600 è rimasta per qualche giorno da un carrozziere per un problema probabilmente riscontrato durante il percorso fatto il 9 ottobre. Da  quel momento, vuoto totale sulla vita di Renata. Il 16 ottobre, dopo la chiamata dei carabinieri che avevano preso la denuncia di scomparsa, Giuseppe ha accusato un malore tanto da essere ricoverato in Psichiatria. Non è stato ancora ascoltato dagli inquirenti, ma ha detto tramite il suo avvocato di essere disposto a far mettere a verbale le sue dichiarazioni e di accompagnare i militari sul luogo esatto dove ha lasciato Renata. Il giorno della scomparsa portava delle scarpe da ginnastica, una borsa bianca e nera, dei pantaloni leopardati e una giacca scura.

 

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