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Anna, i messaggi alla madre
prima del tragico incidente.
Gli amici: «Era piena di energia»

FABRIANO - La solarità, la volontà, gli ottimi studi, l'attivismo religioso. Questo il ritratto di Anna Tiberi, nel ricordo degli amici più stretti. La 25enne è morta sabato notte in un tragico volo dalla finestra di un hotel in Cina dove risiedeva per lavoro. Le autorità stanno indagando su quella che pare essere un'assurda fatalità
martedì 7 Novembre 2017 - Ore 18:16
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Anna Tiberi

di Sara Bonfili

Una ragazza modello, una brava studentessa, un’educatrice religiosa. Anna aveva frequentato il Liceo scientifico Volterra di Fabriano, poi gli studi specialistici all’Università per Stranieri di Siena, un’accademia che prevede nei propri corsi stage e soggiorni all’estero. Il papà, Pietro, informatore farmaceutico ora pensionato era volontario in parrocchia e la mamma Caterina era un’ex catechista. Dei due fratelli maggiori, Giacomo vive in città mentre Tommaso, anche lui ha scelto di seguire i suoi sogni all’estero, a Dubai. E così, con la fatica e la grinta di tanti giovani di oggi, Anna Tiberi era diventata mediatrice linguistica: parlava italiano, inglese e cinese. Aveva, come tanti giovani di oggi, grandi speranze per il futuro, e per raggiungere i suoi obiettivi aveva già iniziato a costruirsi la strada, mattoncino dopo mattoncino. Mesi di studio e lavoro in Cina per perfezionare la lingua, nel 2017. Ad agosto un mese di vacanza a casa, in Italia, prima di tornare nell’hotel dove da poco aveva trovato un lavoro come mediatrice linguistica, a Wuxi nella regione cinese di Jiangsu. Risalgono al 4 novembre gli ultimi messaggi scambiati tramite whatsapp con la madre. Gli ultimi prima del tragico volo dalla camera dell’hotel, facevano riferimento alla bellezza del luogo dov’era andata in vacanza con le colleghe di lavoro, con cui condivideva anche la stanza, e sono state le sue ultime parole. Consegnate, purtroppo, a un dispositivo elettronico. Troppo forte lo sgomento della città e il dolore dei conoscenti, alla notizia della morte di questa ragazza solare e piena di vita, che ha lasciato tutti scossi. Il ritratto affettuoso di Don Alfredo, parroco di San Venanzio, restituisce l’immagine di una ragazza positiva e volenterosa, simpatica e ben accetta da tutti. «La conosco fin da quando è nata, perché la famiglia proviene da Rocchetta, dove lei ha fatto catechismo ed io ero parroco, nella chiesa di Santa Maria. Poi venendo a San Venanzio, l’ho ritrovata qui, dove tutta la famiglia – tutti amici carissimi – prestava il suo servizio di volontariato. Il padre Pietro era un po’ il factotum della parrocchia, sa far tutto, dal cucinare al dare informazioni, è per noi un punto di riferimento. La mamma è un’ex catechista. Anna aveva avuto un percorso di studio ottimo, era posata e simpatica. La conosco bene, ma naturalmente da quando aveva intrapreso questo percorso in Cina, la vedevo di meno. Non posso che dire cose buone e belle su di lei». «La sua morte per quel terribile incidente ci ha lasciato esterrefatti – continua don Alfredo – Ancora più forte è il dolore di non averla qui, per la famiglia, di non poterle fare una carezza… Speriamo tutti che torni al più presto». Nicolò Cammoranesi e Lorenzo Pastuglia sono vecchi compagni del liceo. Nicolò la ricorda come una ragazza attiva, una sportiva, una persona curiosa ed energica: «Siamo stati rappresentanti di classe nell’ultimo anno, abbiamo preparato insieme gli esami di Maturità nel 2011. Aveva un’energia infinita. Sarà stato un assurdo incidente, non era di certo una persona che avrebbe potuto togliersi la vita. Pensare che la sua vita sia finita così, lontano e in quel modo, lascia davvero senza parole». Lorenzo la conosce fin dalle medie, ha fatto con lei comunione e cresima. «Della comunione ho vivida la sua presenza accanto a me sull’altare. Era volenterosa e generosa, tanto che aiutava la mamma nel catechismo». Ricorda di aver lavorato con lei all’interno di una taverna della porta del Piano nel Palio di San Giovanni Battista, con allegria e divertimento. «Io ero in cucina e lei al bar, con una grande energia. Poi ci siamo visti ultimamente a inizio anno, e ricordo che mi diceva di voler seguire i suoi sogni in Cina». Sulle ipotesi per le dinamiche dell’incidente, su cui indaga la polizia cinese, Pastuglia afferma: «Dubito del suicidio o addirittura di altre ipotesi. Anna è la persona più lontana dal fare una cosa del genere. So solo che non meritava di morire. Mi sento vicino alla famiglia, alla mamma Caterina che mi ha cresciuto, e per questo, ancora di più sono letteralmente lacerato». Lorenzo è un aspirante giornalista, praticante a Sky Sport, e ci annuncia che scriverà il suo ricordo su questo numero del settimanale fabrianese L’Azione. «Conoscevo molto bene Anna. Sono stato il suo educatore in Azione Cattolica», ci racconta don Marco Strona, direttore della Caritas di Fabriano, che si trova ora in Brasile per un breve periodo. «Sono esperienze che risalgono a circa otto anni fa, poi lei stessa è diventata educatrice dell’Azione Cattolica». Ruolo per cui Anna era molto portata e interessata, sostenuta dal buon esempio dei genitori. «Aveva una forza d’animo eccezionale – prosegue nel suo bel ricordo don Marco – era una ragazza molto solare, e lo sapeva chi la conosceva. Aveva una spinta interiore ad imparare e a viaggiare, e per questo ha girato il mondo. La conoscevo molto bene, ma non la vedevo più di tanto ultimamente. Praticamente, la incontravo solo quando tornava a casa nel suo periodi di vacanza. E’ bello ricordarla nei bei aspetti del suo carattere». Per poter dare ad Anna l’ultimo saluto nella sua Fabriano potrebbero volerci ancora 15 o 20 giorni, il tempo necessario per il rientro del corpo in Italia, al termine degli accertamenti degli investigatori locali.

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