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L’autopsia conferma: Florin
morto soffocato nel pozzo
Indagata la titolare del frantoio

SENIGALLIA - Gli scarti della lavorazione delle olive hanno tolto il respiro al bimbo di 5 anni. L'avviso di garanzia al legale rappresentante dell'oleificio di Corinaldo è stato notificato oggi pomeriggio come atto dovuto. La piccola bara bianca esposta all'obitorio dell'ospedale di Senigallia. Domani mattina il funerale con rito ortodosso
martedì 14 novembre 2017 - Ore 21:48
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Foto d’archivio

 

Sarebbe stato soffocato dagli scarti della lavorazione delle olive, confluiti con le acque reflue in fondo al pozzo, il piccolo Florin. E’ questo il primo risultato dell’autopsia che la Procura ha disposto di svolgere nel primo pomeriggio di oggi sul corpicino del bambino di 5 anni caduto domenica scorsa nel pozzetto del frantoio di Corinaldo. L’esame avrebbe anche chiarito che il decesso del piccolo è stato rapido ma per conoscere gli esiti definitivi della perizia del medico legale Loredana Buscemi bisognerà attendere 60 giorni. Come atto dovuto, per poter procedere alla necroscopia, esame più approfondito dell’ispezione cadaverica ipotizzata ieri (leggi l’articolo), alle 14 di oggi il Pm Daniele Paci ha notificato l’avviso di garanzia con l’accusa di omicidio colposo alla titolare dell’oleificio.

Il nome della donna, difesa dall’avvocato Giuseppe Muzi, è stato iscritto nel registro degli indagati per permettere al suo legale e ai consulenti di parte di presenziare all’esame autoptico, accertamento tecnico non ripetibile. “L’autopsia è iniziata alle 16 ed è terminata intorno alle 18. Nella ristrettezza dei tempi non abbiamo potuto nominare il dottor Pesaresi come nostro consulente, ma nei prossimi giorni sappiamo che parteciperà all’esame dei reperti” spiega l’avvocato Muzi  evidenziando come questa tragedia abbia segnato le coscienze anche di chi lavora nel frantoio. “Non solo la mia assistita, come legale rappresentante – ricorda il legale- ma tutta l’azienda sta vivendo con profonda sofferenza e cordoglio questa morte. Al di là delle responsabilità che la magistratura dovrà appurare”. Alle 18.30 la piccola bara bianca è stata esposta nella camera ardente dell’obitorio dell’ospedale di Senigallia.

Il funerale di Florin si svolgerà domani mattina alle 9.30 nella chiesetta dell’ospedale, con rito ortodosso. Il cappellano della struttura sanitaria, don Giordano, ha acconsentito che la funzione sia celebrata negli spazi della chiesa cattolica. Don Iosif, il parroco del Vallone di Senigallia, di nazionalità romena, anche se di credo cristiano diverso, parteciperà alla funzione per portare parole di conforto ai genitori e alla sorellina del bimbo. Le comunità multiculturali di Corinaldo e di Ostra Vetere, dove risiede la famiglia di Florin, tanti amici o conoscenti che credono nella sacralità del valore umano, hanno espresso una grande solidarietà alla famiglia chiusa nel dolore e per tutto il pomeriggio di oggi nel corridoio dell’obitorio, aperto fino alle 20.30, si è registrato un via vai di affetti. Dopo il rito funebre la salma dovrebbe essere inumata nel cimitero di Ostra Vetere. Il padre di Florin, ascoltato dai carabinieri nell’immediatezza dei fatti avrebbe dichiarato che il pozzo dove ha trovato la morte suo figlio era aperto e non segnalato nel buio. La caduta accidentale del piccolo in quella cavità si sarebbe potuta evitare? Secondo la sua ricostruzione il bambino quel pomeriggio lo aveva seguito al frantoio per macinare le olive e gli sarebbe rimasto sempre accanto. Poi con il genitore, la zia e la nonna poco prima delle 18.30 si sarebbe seduto su una panchina a pochi metri dal pozzetto. Si sarebbe alzato all’improvviso e sarebbe caduto involontariamente in quel buco profondo 4 metri. Inutili i tentativi del padre di tirarlo fuori, nell’impossibilità di raggiungerlo con corde e scale per le esalazioni velenose. Vani e disperati quelli dei sanitari per rianimarlo.

 

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