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«Hanno sequestrato mia figlia
e costretto a prostituirmi»:
in tre sotto accusa

ANCONA - La 24enne ha denunciato due fratelli romeni e il loro padre, accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Avrebbero adescato una ragazza per farla venire in Italia con la promessa di una vita felice. Una volta arrivata, per la giovane e la sua figlioletta sarebbe iniziato un incubo
giovedì 16 Novembre 2017 - Ore 09:01
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Il tribunale

 

Sarebbe stata fatta venire in Italia con la promessa di un matrimonio, un lavoro e una nuova vita. Una volta arrivata in Italia, invece, l’avrebbero violentata, minacciata, fatta prostituire e sequestrato la figlioletta con lo scopo di estorcerle soldi. È la storia che il prossimo 12 dicembre verrà trattata dal gup nell’udienza preliminare che vede sotto accusa due fratelli romeni e il loro padre, tutti residenti ad Ancona. Per 7 mesi, secondo la procura, sarebbe stato il trio a manipolare la vita della donna, una loro connazionale di 24 anni, portandola sulla strada e costringendola a incassare denaro per infoltire le tasche degli aguzzini, 23, 31 e 49 anni. Le accuse sono pesantissime: sequestro di persona a scopo di estorsione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e violenza sessuale. Quest’ultimo reato è contestato solo ai due fratelli. Gli altri sono comuni a tutti e tre, difesi dall’avvocato Filippo Paladini (in foto). L’inferno per la donna sarebbe iniziato nel settembre 2016, mese dell’arrivo nella città dorica in compagnia della figlia, una bimba che all’epoca aveva poco più di un anno. Poche settimane prima, la 24enne aveva conosciuto sul web uno dei due fratelli. Sarebbe stato lui a invitarla a venire in Italia, con la promessa di un lavoro e di un matrimonio. Le speranze della donna si erano spente una settimana dopo il suo trasferimento nelle Marche.

L’avvocato Filippo Paladini

Per l’accusa, i tre l’avrebbero subito avviata alla prostituzione, per le vie di Falconara e Marina di Montemarciano. I proventi del meretricio, per la procura, sarebbero quasi tutti finiti nelle tasche degli indagati. Se i conti non tornavano o se la 24enne esprimeva il desiderio di tornare in Romania con la figlia, sarebbero partite le minacce di morte. Alle due sarebbero stati tolti anche i documenti per impedirle di fare dietro front e raggiungere la patria natia. Tra l’aprile e il maggio 2017, gli indagati avrebbero anche sequestrato la figlioletta della donna, relegandola in un appartamento di Collemarino per almeno 20 giorni. «Devi darci 2 mila euro e i soldi guadagnati con la prostituzione» le avrebbero detto. In più, i due fratelli avrebbero stuprato la connazionale in almeno 3 occasioni. Alla fine, la donna era riuscita a denunciare tutto ai carabinieri della Tenenza di Falconara. Erano stati loro a riconsegnare la minore nelle mani della madre e avviare l’indagine. La difesa, rappresentata dall’avvocato Filippo Paladini, rigetta ogni contestazione. Le accuse, infatti, si baserebbero esclusivamente sulle dichiarazioni fornite dalla donna al momento della denuncia. Per il resto, non ci sarebbe alcun riscontro per provare la veridicità delle parole della 24enne. Inoltre, la romena avrebbe fornito versioni contraddittorie tra quanto detto in sede di denuncia e nel corso di un incidente probatorio avvenuto nei mesi scorsi.

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