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Rigopiano, 23 avvisi di garanzia, c’è anche
il vice comandante della Pm Giancaterino:
“Confido nel lavoro della magistratura”

FERMO - Una tragedia in cui il vice comandante della Municipale di Fermo, che ha ricoperto l'incarico di sindaco di Farindola , ha perso il fratello Alessandro, capocameriere della struttura
giovedì 23 Novembre 2017 - Ore 23:56
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Dino Di Michelangelo con la moglie Marina Serraiocco, e il loro bambino. Il poliziotto e la commercianti teatini abitavano ad Osimo e sono stati travolti dalla valanga di neve mentre erano in vacanza sul Rigopiano

di Paolo Paoletti

C’è anche il vice comandante della polizia municipale di Fermo Massimiliano Giancaterino nell’elenco, diffuso oggi dall’Ansa e dalle principali agenzie di stampa nazionali, riguardante le notifiche da parte della Procura di Pescara di 23 avvisi di garanzia per la vicenda dell’Hotel Rigopiano travolto da una valanga lo scorso gennaio che ha provocato 29 morti. Nella tragedia del Rigopiano persero la vita 6 marchigiani che si trovavano sul Gran Sasso in vacanza: Marco Tanda di Castelraimondo e la fidanzata Jessica Tindari, Marco Vagnarelli e Paola Tomassini di Castignano, il poliziotto Dino Di Michelangelo e la moglie  Marina Serraiocco, commerciante, entrambi di origini teatine ma residenti a Osimo che hanno lasciato un bambino, Samuel, di 7 anni sopravvissuto alla valanga. Gli avvisi di garanzia sono in corso di notifica presso il Comune di Farindola (Pescara), la Provincia di Pescara e la Prefettura.

Una tragedia in cui il vice comandante della Municipale di Fermo, che ha ricoperto l’incarico di sindaco di Farindola, ha perso il fratello Alessandro, capocameriere della struttura.  Nei mesi scorsi sono stati numerosi gli attestati di solidarietà nei confronti di Massimiliano Giancaterino, per la grave perdita subita e per il suo impegno svolto nella città di Fermo.

Vice comandante che, contattato telefonicamente questa mattina, ha spiegato: “La mia posizione è sempre la stessa, confido nel lavoro della magistratura. Le indagini procedono e stanno lavorando sia la polizia giudiziaria che la magistratura inquirente. Confido nel loro lavoro”.

Tra i reati ipotizzati dalla Procura guidata dal capo Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia ci sono quelli di omicidio e lesioni plurime colpose per tutta la catena dei soccorsi, che va dagli indagati della prefettura al Comune di Farindola. Per gli altri indagati sono ipotizzati anche i reati di falso e abuso edilizio. Collegato all’inchiesta c’è anche il nome Giulio Honorati, 52 anni,  anconetano di nascita, capo della polizia provinciale di Pescara.

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