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Stupro di gruppo al parco
dopo aver narcotizzato l’amica:
arriva l’assoluzione in secondo grado

ANCONA - Per due giovani peruviani accusati di violenza sessuale, il tribunale aveva stabilito una pena complessiva di 8 anni di reclusione. Oggi, il verdetto è stato ribaltato dalla Corte d'Appello. Entrambi erano stati arrestati nel 2015 dopo una lunga e complessa indagine della Squadra Mobile iniziata dopo la denuncia sporta dalla presunta vittima. Per il presunto abuso era dovuta ricorrere a un delicato intervento chirurgico al Salesi
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La Corte d’Appello

 

Condannati in primo grado, assolti dall’accusa di violenza sessuale di gruppo dalla Corte d’Appello. È stata annullata la sentenza che aveva condannato complessivamente a 8 anni di reclusione due 22enni peruviani che, secondo l’accusa, nel 2015 avevano narcotizzato e poi stuprato una loro connazionale di 24 anni. Il verdetto è stato emesso questo pomeriggio a distanza di oltre un anno dalla decisione presa dal collegio penale che aveva inflitto a uno dei due imputati 5 anni e all’altro 3 anni. Il primo avrebbe consumato materialmente la violenza, il secondo avrebbe fatto da vedetta per far sì che nessuno si avvicinasse alla coppia. Accolta in toto la versione della difesa, rappresentata dagli avvocati Gabriele Galeazzi e Fabrizio Menghini, secondo cui non c’era stata alcun tipo di violenza nei confronti della ragazza, consenziente durante il rapporto con uno dei due peruviani. All’epoca dei fatti, entrambi gli stranieri erano stati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile dopo la denuncia presentata dalla vittima. Tutto era accaduto il 9 marzo 2015, quando i tre – frequentanti i corsi serali di una stessa scuola di Senigallia – erano tornati ad Ancona per bere qualcosa in un locale del Piano. Secondo le accuse, mentre la donna si era allontanata dal bar per raggiungere il bagno, uno dei due ragazzi aveva messo nel bicchiere destinato alla 24enne delle gocce di benzodiazepina, sostanza contenuta negli ansiolitici. Il gruppo aveva poi raggiunto il parco Margherita di via Ragusa. Proprio qui si sarebbe consumata la violenza Per la procura, uno aveva costretto la giovane a subire un rapporto sessuale, consumato in più tempi, dopo averla immobilizzata. L’altro avrebbe fatto il palo. Tornando a casa, la vittima aveva raccontato tutto alla madre. Per lei era stato necessario un ricovero al Salesi a causa di una profonda emorragia causata – secondo l’ipotesi accusatoria – dalla violenza dello stupro.

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