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I consiglieri Piatanesi e Santini:
“Il nostro Cup non chiude”

CASTELFIDARDO - I due esponenti del gruppo consiliare Pd-Bic spiegano i motivi della loro assenza sabato alla manifestazione di protesta del M5S. "Meglio una seduta consiliare aperta all'assessore regionale alla sanità e ai cittadini che sarebbe stata verbalizzata" sottolineano
lunedì 4 dicembre 2017 - Ore 15:33
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I consiglieri del gruppo Pd-Bic, Enrico Santini e Lara Piatanesi

“Abbiamo deciso di non partecipare alla manifestazione sui problemi della sanità del M5S perché chi ha organizzato la manifestazione e, a onor del vero, ci ha invitato a partecipare, non ci ha neanche dato il tempo di discuterne insieme e di dare il nostro contributo. Noi non neghiamo l’esistenza delle criticità, ma siamo anche convinti che le istanze di una città vadano fatte valere nelle sedi giuste”. Lara Piatanesi ed Enrico Santini, consiglieri di minoranza del gruppo Pd-Bic chiariscono così la loro posizione sulla mancata partecipazione alla protesta organizzata sabato mattina davanti al poliambulatorio di Castelfidardo dalla maggioranza al governo di Castelfidardo.

La protesta del M5S davanti al poliambulatorio di Castelfidardo

“La nostra proposta – spiegano i due consiglieri democrat – era e resta quella di convocare un consiglio comunale aperto (ovvero dove abbiano diritto di parola anche i cittadini) che avrebbe non pochi vantaggi. Primo: tutto viene verbalizzato e ciò costringe tutti a dire cose fondate. P.es. non si sarebbe potuto asserire che “il Cup chiude” perché ciò non trova il benché minimo riscontro, mentre si sarebbe dovuto dire che il Cup, a causa di carenza di personale, ogniqualvolta c’è un’assenza per ferie o malattia, non eroga il servizio (e questa è una cosa gravissima che anche noi vogliamo assolutamente portare sul tavolo dell’Asur e della Regione). Secondo: il Consiglio Comunale aperto avrebbe potuto approvare un documento con analisi delle criticità e richieste che sarebbe immediatamente finito sul tavolo dell’Assessore Regionale alla sanità (che poi è anche il Governatore…). A quel punto il sindaco, tornando a battere i pugni sul tavolo del governatore, avrebbe avuto la forza dell’appoggio documentato e ufficiale di tutto il Consiglio comunale, che poi rappresenta la città. Terzo: ecco, appunto, la città. Se si voleva dare la visione della città che si mobilita, allora quale formula migliore del Consiglio Comunale aperto?! Si potevano invitare senza esitazione le associazioni, dare loro la parola che sarebbe stata scritta nei verbali, presentare le istanze di chi vive tutti i giorni a fianco dei cittadini più deboli. Non poco mi pare…”

I due consiglieri comunali non negato comunque che “i problemi esistono, ma vanno rappresentati per quello che sono e, analizzandoli, vanno anche proposte soluzioni, richiedendone con forza l’applicazione. Chi, invece, rappresenta i problemi, dandone una veste enfatizzata, quando non erronea (e dire che “il Cup chiude” è come minimo una grave svista comunicativa…) non contribuisce a fare un solo passo nella direzione di risolvere i problemi. Cosa che in fondo penso sia l’unica che interessa veramente i cittadini. E per la quale pensiamo di doverci spendere”.

Al poliambulatorio di Castelfidardo niente Cup, portiere e logopedisti: esplode la protesta (Video)

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