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Tasse per 61 milioni,
il Comune torna ad assumere
Pronta la manovra 2018

I NOSTRI SOLDI – Bilancio di previsione approvato dalla giunta, diminuisce il debito, ma si accendono nuovi mutui. Previsti lavori per 58 milioni. Ma tra le pieghe dei conti non compare il fondo per la restituzione della tassa rifiuti
sabato 6 Gennaio 2018 - Ore 18:54
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Il Comune (foto d’archivio di Giusi Marinelli)

 

Manovra da 122 milioni di parte corrente, la metà circa arriveranno dalle tasse e dai tributi chiesti a imprese e famiglie anconetane. Diminuisce il debito, ma si accendono nuovi mutui. Avanti con le asfaltature e si torna ad assumere, soprattutto tra gli agenti della polizia municipale. Ma tra le pieghe dei conti non compare alcuna restituzione della Tari pagata in eccesso in questi anni da 16mila famiglie, il Comune resta in attesa di una indicazione da Roma. Ecco in pillole il bilancio di previsione 2018 del Comune. Approvato dalla giunta l’ultima finanziaria prima delle elezioni, la delibera arriverà al voto del Consiglio comunale entro fine mese.

Tasse e tributi. Agli anconetani saranno chiesti 61,7 milioni di imposte tra Tari, Imu, Tasi, Tosap e addizionale comunale Irpef. A questi vanno poi aggiunti altri 16 milioni circa dallo Stato per compensare l’abolizione della tassa sulla prima casa. La parte del leone la fanno i 20,2 milioni di tassa rifiuti, confermate le aliquote Tasi, Imu e Irpef del 2017 (leggi la classifica Unimprese sulla tassazione locale che vede Ancona al settimo posto per pressione fiscale). Da segnalare, anche se non sono una tassa, la previsione di incasso di 5,7 milioni di euro solo dalle sanzioni al Codice della strada agli automobilisti indisciplinati (leggi il dettaglio delle sanzioni).

Lavori pubblici. Il Comune mette in agenda una cifra record di 58 milioni di euro di investimenti solo per il 2018, che salgono a 68,7 milioni se si conteggiano anche i cantieri ereditati dal 2017, come la conclusione della ristrutturazione della Mole e le nuove scuole Mercantini. Merito anche dei finanziamenti statali ed europei intercettati per la periferia nord, Archi e waterfront. Tra questi lavori, è confermato il piano delle manutenzioni degli asfalti con altri 4 milioni circa previsti, ma nel conteggio finiscono anche progetti ancora all’anno zero, come i 2,5 milioni per la riqualificazione del Mercato delle Erbe, l’1,5 milioni per l’ex Mutilatini oppure i 3 milioni per il recupero del Dorico (leggi il dettaglio del piano delle opere pubbliche). Nel conto rientrano anche i 22 milioni che dovrebbero essere incassati dal Comune dalle alienazioni di beni e immobili pubblici.

Personale e assunzioni. Un quarto circa delle spese di Palazzo del Popolo va nel pagamento del personale: 30,8 milioni (contando anche il costo dell’Irap per circa 1,8 milioni). Una voce comunque in calo negli ultimi anni e ora, superato il blocco del turn over imposto dalla legge, il Comune tornerà ad assumere: 45 nuovi dipendenti, 16 tramite mobilità, compresi 6 precari da stabilizzare. Forze fresche in arrivo per il corpo di polizia municipale, che prevede 14 nuovi agenti.

Mutui e debiti. Continua a ridursi il debito pubblico del Comune, ma anche quest’anno per realizzare le asfaltature si accenderanno nuovi mutui: 3,790 milioni di nuovi prestiti. Complessivamente, il debito del Comune è di 105,4 milioni di euro, circa 23 milioni in meno rispetto a cinque anni fa, quando era di 128 milioni di euro. Anche con l’accensione di nuovi prestiti, la Ragioneria conta di continuare a diminuire l’indebitamento durante il 2018, grazie anche all’estinzione anticipata di 1,9 milioni di prestiti. Un milione di risparmio dalle rate arriverà dalla rinegoziazione dei prestiti decisa con Cassa depositi e prestiti. In totale, il Comune paga 9,6 milioni di rate di rimborso dei finanziamenti, di cui 3 milioni per interessi e 6,6 milioni di parte capitale.

Fondi bloccati. Buona fetta del bilancio resta comunque chiusa sotto chiave. Poco meno di 5 milioni (4,9 milioni) sono congelati per legge come accantonamento contro i crediti non esigibili. Altri 1,7 milioni restano bloccati per l’eventuale pagamento dei debiti della fondazione Teatro Stabile, ora in pancia alla bad bank Banca Marche. Altri 500mila euro finiscono nel fondo rischi “debiti imprevisti”.

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