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Ponte della Mole, Tombolini:
«Un incubo frutto della campagna elettorale»

IL COMMENTO – Il consigliere 60100 replica all'idea anticipata dall'assessore ai lavori pubblici Manarini di realizzare un collegamento tra Porta Pia e Lazzaretto. “Come per la stazione marittima, una balla mediatica di una amministrazione che ormai comunica solo con luci, ruote e rotatorie. Meglio impegnarsi per abbattere le barriere architettoniche”
domenica 14 Gennaio 2018 - Ore 17:46
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Un ponte tra Porta Pia e la Mole, che si innesta davanti alla Stamura per scalvare strada e ferrovia. Un “sogno” per avvicinare la Mole alla città, secondo l’assessore Paolo Manarini, che ha indicato il progetto tra le priorità di fine mandato della giunta Mancinelli (leggi l’articolo) e l’ha inserito nell’agenda dei lavori pubblici da 58 milioni di euro del 2018. Un vero incubo invece per il consigliere comunale 60100 Stefano Tombolini che replica alle suggestioni della giunta. Da Tombolini riceviamo:

“Questa amministrazione ormai comunica attraverso un linguaggio simbolico, fatto di luci, ruote, rotatorie e da ultimo un cavalcavia, come quello che l’assessore Manarini deve aver immaginato in una personale passeggiata onirica.
Se ricordate la Stazione Marittima fu chiusa perché le ferrovie avevano avviato un processo di messa in sicurezza del tratto ferroviario proprio in quella zona. Sembrava impossibile far arrivare i treni in sicurezza ed allora si decise di chiudere la storica fermata del Porto. Come al solito il tutto si è dimostrato l’ennesima “balla” mediatica utile solo a fare un danno grave alla comunità.
Leggo oggi sui giornali del “sogno” di un ponte per collegare Porta Pia alla Mole riferito dall’assessore ai lavori pubblici che dice di averlo addirittura immaginato “modernissimo”. Curioso sarebbe sapere se l’assessore ha sognato anche il parere positivo della Soprintendenza, ma probabilmente la risposta è positiva dato che presto affiderà l’incarico per la progettazione.

Stefano Tombolini

In effetti per chi passeggia “realmente” passare da via XXIX Settembre ed entrare alla Mole non è poi così complicato; una comoda scala collega i due livelli e la strada sottomare non è poi così trafficata ne dalle auto ne tantomeno dai treni.
Sarebbe stato meglio installare in questi cinque anni un montapersone o un piccolo ascensore per eliminare le difficoltà che incontrano sicuramente le persone con ridotta mobilità nel superare i due livelli, invece che ridursi a sognare un “modernissimo” ponte.
Un elevatore adeguato ai disabili sarebbe una soluzione poco impattante, poco costosa, quasi invisibile con tempi di realizzazione molto ridotti; ed è forse questo il problema, la normalità è ormai diventata la strada meno utilizzata da questa amministrazione che si muove in maniera inutilmente costosa.
Sarà la frenesia elettorale che turba i sonni dell’ing.Manarini, ma immaginare un ponte moderno che divide la reciproca visuale dei due monumenti sembra davvero un brutto sogno.
Francamente mi sembra un’opera poco interessante e sicuramente meno necessaria di un processo complessivo di superamento delle barriere architettoniche in chiave urbana, che passa attraverso il PEBA (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche) che l’amministrazione in cinque anni di governo si è dimenticata di redigere, approvare e finanziare, prendendosi diffide da parte della associazioni dei disabili e dell’associazione Luca Coscioni.
Speriamo in una città governata in maniera meno onirica e luccicante. Per molti il risveglio ad Ancona non è così piacevole come quello dell’assessore ai lavori pubblici.”

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