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La ‘Morte del Giusto’
è patrimonio dell’Unesco

LORETO - La passione vivente di Loreto, è stata inserita nella rete delle 25 rappresentazioni sacre italiane che hanno chiesto il riconoscimento di bene immateriale tutelato dall’Organizzazione. Il Protocollo è stato firmato a Roma stamattina. Il sindaco Niccoletti: "Un atto dovuto alla nostra identità e all’impegno della nostra gente"
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Una immagine de La Morte del Giusto, nelle edizioni degli anni scorsi

Quarant’anni di impegno costante ed appassionato che ora trovano il giusto riconoscimento nelle massime sedi istituzionali: c’è anche la Passione Vivente di Loreto tra le realtà che oggi, 6 febbraio, a Roma hanno presentato richiesta di essere inserite tra i Patrimoni dell’Unesco, come beni immateriali. La sacra rappresentazione, che da oltre quattro decenni si ripete incessantemente ogni venerdì santo nella frazione lauretana di Villa Musone, è entrata a far parte del network delle 25 analoghe manifestazioni della Settimana Santa che puntano ad ottenere l’ambita denominazione. Non dunque un’azione isolata, quanto piuttosto la capacità di fare rete con altri importanti comuni italiani in cui si dà vita a queste spettacolari e suggestive performance a cavallo tra il sentimento religioso e la tradizione popolare. Un patrimonio tutto italiano che chiede ora un riconoscimento ufficiale del suo valore.

Per Loreto, questa mattina, era al cospetto del Ministero dei Beni Culturali il sindaco Paolo Niccoletti, che parla di ‘un atto dovuto alla nostra cultura, alla nostra tradizione ed alla nostra identità nazionale, oltre che di un gesto di vicinanza alla nostra gente che con costanza ed impegno porta avanti nella nostra comunità una tradizione che, dopo 40 anni, è diventata un appuntamento fisso e seguito da migliaia di persone provenienti dai comuni limitrofi e da tutta Italia’. Nota anche con il nome de ‘La Morte del Giusto’, la Passione Vivente di Villa Musone vede la partecipazione di oltre 200 figuranti e coinvolge praticamente tutta la città. Tecnicamente, la firma del Protocollo odierno porta la rappresentazione ad ambire allo status di ‘bene immateriale’ tutelato dall’Unesco, ma soprattutto, la inserisce di diritto nella costellazione dei più importanti eventi di questo tipo del nostro Paese. Eventi che rappresentano un bacino inestimabile di tradizioni di enorme valore storico-culturale, oltre che religioso.

Il sindaco Paolo Niccoletti con l’arcivescovo Fabio Dal Cin

‘Non è un caso che il Ministero dei Beni Culturali abbia scelto il Museo Demoantropologico dell’Eur per la sottoscrizione di questo protocollo – commenta Niccoletti – Degna cornice per sottolineare l’importanza anche sociale che queste sacre rappresentazioni hanno nel nostro Paese. Come città di Loreto, già nota a livello mondiale sotto il profilo religioso, siamo orgogliosi che una iniziativa nata dalla gente per la gente come quella della nostra Passione Vivente (fu allestita per la prima volta nel 1978 per volontà del gruppo parrocchiale di Villa Musone, ndr) sia annoverata tra i patrimoni che l’Unesco censisce e tutela in tutto il mondo: ciò testimonia quanto grande e quanto appassionato sia stato, in tutti questi anni e senza il minimo segno di cedimento, l’impegno e l’amore dei cittadini lauretani nei confronti di questa tradizione’. Insieme a Loreto, hanno firmato il protocollo, tra gli altri, anche i comuni di: Gubbio, Caltanissetta, Lizzano, Cantiano, Alghero, Barile, Sezze, Carmagnola, Romagnano, Sesia e Oria.

Il sindaco Niccoletti oggi a Roma per la Morte del Giusto patrimonio dell’Unesco

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