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Arrestato a New York per maltrattamenti,
continua a perseguitare la moglie
per telefono: denunciato per stalking

SIROLO - La 43enne, già inserita nel programma “P.F.A. – protection from absuse” dalla polizia della Grande Mela, è tornata a Sirolo, suo paese natale, ma ha continuato ad essere molestata a distanza dal coniuge 46enne con continui messaggi minatori. Ha chiesto petanto al tribunale di Ancona l’emissione di una misura cautelare da notificare al marito qualora rientri in Italia
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Foto d’archivio

Un litigio che si è trasformato in aggressione, in un’escalation di violenza ha mandato in frantumi il loro matrimonio: lui è stato arrestato dalla polizia di New York, lei è tornata a Sirolo dove è nata. I cocci del loro amore sono stati raccontati in una successiva denuncia sporta dalla donna ai carabinieri di Numana, vittima di continui atti persecutori che, il coniuge tornato in regime di libertà, ha continuato a infliggerle con telefonate, sms e mail da oltreoceano. E’ di ieri l’ultimo tassello giudiziario nel mosaico di questo menage burrascoso, con la denuncia in stato di libertà alla Procura di Ancona per l’uomo,W.W.R., un rappresentante di 46 anni nativo del Belgio ma residente negli Stati Uniti, per il reato di stalking. All’origine di tutta la vicenda c’è una denuncia-querela sporta ai carabinieri di Numana lo scorso 6 febbraio dalla moglie dell’uomo, una 43enne, che ha raccontato ai militari di aver subito maltrattamenti il 16 dicembre del 2017, nella Grande Mela dal coniuge, tanto che lui era stato arrestato dalla Polizia di New York. La donna è stata così inserita nel programma “P.F.A. – protection from absuse” in virtù del quale l’uomo non avrebbe più potuto avvicinarsi a lei fino al 3 gennaio 2018. Tornata a Sirolo, in concomitanza con le scorse festività natalizie, la donna ha invece denunciato di essere stata perseguitata dal 4 gennaio fino a ieri, dal marito con continue telefonate, messaggi e-mail, il cui contenuto le ha causato un grave stato di ansia e paura, che l’ha portata a temere per la sua incolumità e quella dei suoi familiari tanto da costringerla a cambiare abitudini di vita. I carabinieri di Numana hanno pertanto richiesto l’emissione di una misura cautelare da notificare al 46enne, nell’eventualità di un suo futuro ingresso in Italia. Gli atti saranno poi inviati al giudice americano incaricato del caso.

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