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Apl 4 di Pietralacroce:
accordo chiuso con Ubi,
ipoteche ridotte del 60 per cento

ANCONA - L'annuncio durante il nuovo incontro tra i residenti beffati da Coopcasa Marche, sindaco e pool di legali, tra i proprietari c'è chi esulta e chi piange. Pochi giorni per decidere se siglare il patto con l'istituto di credito o intentare la causa. Mancinelli: «Sappiamo che è comunque un dramma, ma è il massimo che potevamo ottenere su questa strada»
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Le palazzine mai terminate a Pietralacroce (foto d’archivio)

 

Fallimento Coopcasa Marche, accordo raggiunto con Ubi Banca per uno sconto del 60 per cento sulle ipoteche delle abitazioni già pagate interamente dai proprietari. C’è chi esulta e chi piange in silenzio nella chiesa di Pietralacroce dove questo pomeriggio si è svolto l’incontro tra i residenti dell’Apl 4 Altavilla, il sindaco Valeria Mancinelli ed il coordinatore del pool di legali che sta seguendo la vicenda, Maurizio Barbieri.

Proprio l’avvocato ha aperto la riunione, presenti una sessantina di persone, annunciando l’intesa con l’istituto di credito per il pagamento del 40 per cento dell’ipoteca che molti residenti si sono ritrovati a loro insaputa sulla propria abitazione, già completamente pagata, dopo il fallimento della cooperativa che avrebbe dovuto costruire alloggi di edilizia convenzionata. «Un risultato difficile da raggiungere in altre circostanze», ha sostenuto Barbieri, vale a dire senza il coinvolgimento della politica, dai livelli locali a quelli nazionali, con il sindaco Valeria Mancinelli e l’onorevole Piergiorgio Carrescia.

Impossibile ottenere di più «la banca non si fa carico dei problemi umani», per chi ci sta, l’accordo va siglato subito, per chi non ci sta la via è quella della causa. Il dramma sociale, dunque, resta. Tra chi è pronto a saldare il debito, seppure già estinto a suo tempo, e lasciarsi dietro alla spalle questa storia che si protrae da decenni, la somma del 40 per cento è un buon compromesso. Per chi invece ha difficoltà economiche, avendo speso tutti i suoi risparmi per l’acquisto della casa, si trova in un vicolo cieco. Onerosa la via del pagamento come anche quella di un’eventuale causa, che si annuncia lunga e costosa. Non restano dunque che le lacrime amare ed una decisione complicata da prendere in poco tempo.

«È il massimo che possiamo ottenere per questa via − ha detto il sindaco −, anche se sappiamo che è comunque una tragedia».

La soluzione a portata di mano con Ubi banca potrebbe fare da apripista per quei residenti che si trovano con le ipoteche accese con altri istituti di credito, che potrebbero adottare soluzioni simili. E mentre la parte di cantiere ex Lanari oggi può contare su una nuova imprese edile che ha acquisito il lotto per la ripresa dei lavori, resta l’incognita – che non si è affrontata durante la riunione di questa sera – di chi avendo pagato per intero la casa, si ritrova solo con il suo scheletro.

«L’interessamento da parte delle istituzioni per questa vicenda è stato importante, ma deve essere trovata una via che porti alla giustizia, che non è la via della banca, che com’è nel suo ruolo guarda al portafoglio e non al cuore − ha affermato il sindacalista Andrea Raschia, attivista del Comitato dei residenti dell’Apl 4 −. Personalmente sono tornato a fare il punto della situazione al settore Affari interni della presidenza della Repubblica, che aveva già rivolto attenzione al caso. Lo Stato deve farsi carico di queste situazioni».

(A. C.)

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