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Botte e insulti razzisti
alla donna incinta:
coppia di fidanzati condannata

PROCESSO - I due erano stati arrestati lo scorso agosto a Rimini dopo aver aggredito su un bus una nigeriana per - dice l'accusa - rubarle un cellulare. Nella colluttazione, erano partite minacce di stampo razzista: "Ti faccio abortire, negra di m..."
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Il tribunale di Rimini

 

L’avevano insultata con frasi razziste per poi alzare le mani contro di lei, nonostante fosse incinta di sei mesi, e tentare di rubarle il cellulare: coppia di fidanzati condannata dal giudice. La sentenza è stata emessa questo pomeriggio dal gup di Rimini, città dove i due erano stati arrestati lo scorso agosto dopo il litigio avvenuto su un autobus con una nigeriana. Lei, 19enne anconetana, è stata condannata a dieci mesi di reclusione per i reati di minacce e lesioni. Al compagno, un 22enne originario di Caserta, è stata inflitta una pena di un anno e sei mesi anche per il tentato furto dello smartphone. Per il procedimento, la difesa dei due – rappresentata dall’avvocato Paolo Mengoni – aveva deciso di procedere con il rito alternativo. Ora si riserva di ricorrere in appello. Secondo quanto contestato dalla procura, che non ha contestato l’aggravante razzista, la coppia aveva preso di mira la nigeriana per rubarle il telefonino. Nel tentativo, l’avrebbero aggredita con spinte e calci, intervallati da insulti razzisti: “Ti faccio abortire, negra di m…”, “sei una negretta, ti uccido”. La donna era  caduta a terra, sull’asfalto, dopo che il bus si era fermato per far scendere alcuni passeggeri. In quel momento, erano arrivate le Volanti della questura e avevano soccorso la nigeriana. Sul manto stradale, c’erano il portafogli e il cellulare. La coppietta si è sempre giustificata affermando l’inconsistenza delle accuse. Tutto sarebbe nato per un malinteso, generato dal fatto che il 22enne si era accasciato sul bus per raccogliere un cellulare a terra. Da quel frangente, si era scatenato il diverbio con la nigeriana. Secondo la difesa, lei si era accanita contro il passeggino con a bordo la figlia di appena tre mesi della coppia. Un particolare che avrebbe fatto degenerare la situazione. La 19enne ha sempre raccontato si essere stata morsa a una mano, ma a finire al pronto soccorso era stata solo la nigeriana. Attualmente, la giovane è libera, mentre il compagno ha l’obbligo di firma.

Botte e insulti razzisti alla donna incinta: ai domiciliari la 19enne

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