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Ghettarello senza messe pasquali,
don Bruno a riposo forzato

ANCONA – Saltano le celebrazioni del triduo pasquale per i fedeli della frazione. Per loro, la parrocchia più vicina è Montesicuro. I residenti si appellano all'arcivescovo Spina
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La chiesetta del Ghettarello, foto Silvia Breschi

di Giampaolo Milzi

Uova di Pasqua amare per i fedeli del Ghettarello, niente messa dopodomani, né a Pasquetta, e salteranno a tempo indeterminato anche le funzioni religiose domenicali. Il motivo? Le cattive condizioni di salute di don Bruno Burattini, poco meno di 80 anni, reduce da una fortissima sciatalgia e ancora, peraltro, non completamente ripresosi da un intervento chirurgico al quale si era sottoposto due anni fa.
L’amato e popolarissimo don Bruno – che copre il ruolo di direttore dell’Area sacerdotale-sacramentale dell’Arcidiocesi Ancona-Osimo – ha tenuto duro con coraggio per mesi. Poi ha iniziato a perdere colpi, ha dovuto rinunciare a qualche benedizione nelle case della frazione e ha annunciato che se la sua situazione fisica non si complica, come tutti auspicano, potrà celebrare messa solo il sabato alle 18. Messa che, come di consueto, animerà la Chiesetta-Cappella del Sacro Cuore, al Ghettarello. La stessa dove fino a poco tempo fa il rito veniva officiato anche la domenica alle 9,30 del mattino e alle 8 d’estate.
Dolente, conferma il problema alla comunità l’arcivescovo, mons. Angelo Spina. Problema irrisolvibile, fino a quando non si sa, vista la forte crisi di vocazioni e la crescita dell’età dei media dei parroci della Curia. Curia arcivescovile che, contando sulla passione di don Bruno per il suo ministero, ha avuto da lui stesso l’assicurazione che a Pasqua, lunedì dell’Angelo e le prossime domeniche terrà la messa mattutina nella chiesa di Santo Stefano Martire a Montesicuro, peraltro in sostituzione del parroco locale don Mario Serafini, anche lui malato. “Qui siamo tutti molto dispiaciuti, don Bruno non ce la fa a compiere la sua opera pastorale come prima, è molto stanco”, commenta Silvia Breschi, residente al Ghettarello. Qualche avvisaglia si era avuta dopo Natale, pare a gennaio, quando don Bruno si era sentito male proprio un sabato sera durante una messa alla Cappella del Sacro Cuore. Inoltre aveva dato forfatit anche per la Domenica delle Palme.
Encomiabile l’impegno di alcune signore del Ghettarello, a cominciare da quella depositaria di una copia delle chiavi della Cappella del Sacro Cuore, la quale da tanti anni coordina dei gruppetti di amiche, che si danno da fare a turno per tenere pulita la chiesetta (compresa in parrocchia unica con Sappanico) e provvedere all’ordinaria manutenzione. Tuttavia, oltre all’afflizione, tra i tanti fedeli della frazione (circa 280 abitanti) c’è anche molto disagio. Anche perché molti di loro sono anziani, ed è dura prendere l’autobus la domenica per arrivare alla chiesa di Montesicuro o a quella di Sant’Ippolito Martire a Sappanico. In parecchi saranno costretti a rinunciare. C’è chi prega per la buona salute di don Bruno. E si consolida la volontà di stilare una petizione, rivolta all’arcivescovo Spina. “Affinché trovi in qualche modo un sacerdote che sostituisca don Bruno Burattini, il quale merita tutta la comprensione e gli auguri possibili, così che possano essere ripristinate le funzioni standard al Ghettarello, il sabato sera e la domenica mattina”, annuncia Silvia Breschi. La cui famiglia è molto nota al Ghettarello, perché sua nonna si era fatta promotrice di una raccolta di fondi proprio per la costruzione della Chiesetta – Cappella del Sacro Cuore, inaugurata nell’ottobre del 1954, edificio di culto simbolico del forte radicamento religioso locale.

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