Arco Amoroso, sbloccati i fondi
Ripresa delle mostre a settembre

ANCONA – I finanziamenti contenuti nella variazione di bilancio approvata dal Consiglio comunale, dopo che era stato sollevato il caso della chiusura dell'atelier, uno degli ultimi spazi espositivi rimasti in centro

 

di Giampaolo Milzi

Polemiche costruttive, segnalazione di Cronache Ancona e azione lampo della Giunta Mancinelli per riaprire l’Atelier dell’Arco Amoroso. Problema risolto, burocraticamente, ieri mattina in Consiglio comunale, quando è passata, nell’ambito della manovra di assestamento di bilancio, la richiesta dell’assessore ai Lavori pubblici e al Patrimonio, Paolo Marini, per lo stanziamento dei fondi necessari per la generale ristrutturazione del prezioso ambiente espositivo e di incontri culturali all’angolo tra piazza del Plebiscito e via Pizzecolli. Spesa preventivata poco meno di 60mila euro. Gli interventi più corposi riguarderanno il piano sotterraneo (ampia sala che dà su via della Catena e servizi igienici), col rinnovamento dell’impianto elettrico, la sostituzione di infissi, la ritinteggiature di alcune pareti, le riparazioni all’impiantistica. Di poco rilievo quelli per il piano terra (il più importante per la fruizione pubblica), concernenti anche qui l’impianto elettrico affinché risulti in linea con le norme antincendio. Tempo stimato per la chiusura cantiere, 5 mesi.
“Ci vuole un po’ di pazienza”, aveva detto circa un mese fa l’assessore comunale alla Cultura, Paolo Marasca, per la nuova fruizione pubblica dell’Atelier, la cui stagione 2018 non è mai partita. L’ultima mostra? Quella, bellissima, di Silvia Fiorentino. Ma già dai già nei mesi precedenti la struttura era stata aperta solo in occasioni limitate, esclusivamente per eventi organizzati dal Comune.
Una dichiarazione, che invitava alla pazienza ma improntata all’ottimismo, quella dell’assessore Marasca, a fronte delle protese sollevate del Circolo culturale Carlo Antognini di Ancona, noto in città (come altre associazioni) per l’alto livello qualitativo degli eventi organizzati in passato proprio negli importanti locali collocati strategicamente nel cuore del centro storico, che hanno ospitato per decenni una infinità appuntamenti, soprattutto esposizioni artistiche di elevatissima caratura, ma anche conferenze, presentazioni di libri e rassegne del calibro di “Leggere il ‘900”.
In realtà alcuni acciacchi con relative esigenze di manutenzione straordinaria si erano timidamente manifestati quando la gestione dell’Arco Amoroso era passata dalla Provincia (ente ormai fantasma, ma qualche mostra l’aveva organizzata in passato anche la Regione) all’assessorato al Patrimonio del Comune. Poi la problematica era emersa pienamente ad inizio dell’anno scorso, a seguito di un altro passaggio di mano gestionale (interno al Comune), dal Patrimonio all’assessorato alla Cultura. Che il 16 marzo 2017, in qualità di “nuovo padrone di casa”, aveva chiesto e ottenuto dall’ing. Riccardo Borgognoni, dell’Ufficio tecnico comunale dell’assessorato Lavori Pubblici e Patrimonio, l’effettuazione di un sopralluogo per valutare lo stato “di salute” dell’immobile. Il 21 marzo pronta la relazione sugli interventi necessari.
Il caso era stato portato all’attenzione della Giunta comunale (assessori Paolo Marasca e alle Manutenzioni, Stefano Foresi), senza però sortire alcun effetto in tempi brevi. Perché, dunque, c’è voluto un anno perché la relazione progettuale del funzionario Borgognoni diventasse operativa? Questo l’interrogativo, sollevato da Cronache Ancona, innestatosi nelle polemiche già in corso. Di più. Ciro del Pesce, dirigente del settore Cultura, alcune settimane fa aveva sottolineato che per darsi da fare subito “in realtà sarebbero bastati meno di 10mila euro, mirati per rendere sicuro e a norma il solo piano terra ed evitare la chiusura dell’Arco Amoroso”. Insomma, un ritardo nell’azione della macchina comunale c’è stato. Ma ciò che conta, ormai, è che l’assessore al Patrimonio, Manarini, responsabile politico-tecnico della gestione dell’Atelier, il 26 febbraio aveva promesso un rapida accelerazione risolutiva del caso, smentendo, tra l’altro, la consolidata voce a Palazzo del Popolo secondo cui parte dei fondi necessari era già nelle disponibilità della Giunta comunale da un pezzo. E la promessa di Manarini è stata mantenuta ieri in Consiglio comunale col l’ok alla manovra di riassetto di bilancio.
A fine settembre, dunque, la riapertura dell’Arco Amoroso per la stagione 2018-2019. Sperando che la nuova Amministrazione comunale che si insedierà dopo le elezioni amministrative di fine maggio evidenzi col pennarello giallo fosforescente la questione nell’agenda delle priorità culturali.

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