Calcio all’inguine dell’arbitro
dopo l’espulsione,
calciatore condannato: “Ho sbagliato”

ANCONA - Si tratta di un 35enne recanatese a cui è stata inflitta una pena di un anno e sei mesi di reclusione per aver provocato una lesione alle parti intime del direttore di gara che stava arbitrando un match di calcio a sette a Osimo Stazione, nel marzo 2015. L'imputato è stato squalificato dai campi di gioco fino al 2020

Foto d’archivio

 

Aveva sferrato un calcio tra le gambe all’arbitro dopo la doppia ammonizione rimediata in partita: ex calciatore di 35 anni condannato a un anno e sei mesi di reclusione. La sentenza è stata emessa questa mattina dal giudice Alberto Pallucchini, chiamato a decidere sull’aggressione subita dal giudice di gara durante un match di calcio a sette tenutosi la sera del 26 marzo 2015 a Osimo stazione.  Il risarcimento danni che il 35enne, residente a Recanati ed ex giocatore della Maceratese in serie D, dovrà versare alla vittima verrà quantificato in sede civile. Per il gesto finito sotto la lente del tribunale, l’ex giocatore era stato anche squalificato dai campi di gioco fino al 2020. L’imputato, difeso dall’avvocato Olimpia Frapiccini, era presente alla lettura del verdetto. Scontato il ricorso in appello per cercare di ribaltare il risultato. Era stato lo stesso arbitro osimano, un sottufficiale della Marina Militare, a raccontare durante una delle scorse udienze quanto accaduto durante la partita. A scontrarsi erano stati l’Atletico Bellezza e le Riserve, squadra dove il 35enne giocava nel ruolo di centrocampista. L’evento che aveva cambiato il match era avvenuto a dieci minuti dal fischio d’inizio. “Dopo un gol de Le Riserve – aveva raccontato l’arbitro – l’imputato aveva iniziato a litigare con un avversario, poi mi si era rivolto verso di me per insultarmi: era scattata l’ammonizione”. Che poi è diventata doppia.  “Ha cominciato ad urlarmi contro dicendo: io non ho paura della divisa delle forze dell’ordine, figuriamoci di quella di un arbitro”. Il 35enne era stato allontanato dal campo di gioco, poi però era tornato verso l’arbitro per colpirlo con un calcio in direzione dell’inguine. Il direttore di gara aveva sospeso il match, poi ripreso. Solo una volta tornato a casa, in preda ai dolori, aveva deciso di raggiungere il pronto soccorso di Torrette. Era stato dimesso con una prognosi di 15 giorni, poi aumentati a 82. “Il calcio c’è stato – ha detto l’imputato in udienza -. Ho sbagliato, chiedo scusa, ma non ho mirato all’inguine. In tanti anni di carriera, non mi era mai successo di perdere la testa”. L’arbitro, parte civile tramite l’avvocato Riccardo Leonardi, aveva chiesto un risarcimento danni di 50 mila euro.

 

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